Il caldo afoso sta tormentando con il pericolo siccità che incombe minaccioso e già si lanciano allarmi per la scarsità d’acqua. Da oltre vent’anni associazioni ambientaliste, Sinistra per Urbino, e i partiti della Sinistra alternativa avanzano misure concrete per scongiurare il pericolo siccità, misure che avrebbero consentito di risparmiare e mantenere costante il flusso delle fonti d’acqua nel nostro territorio. Ma i governi locali hanno sempre sottovalutato questo timore e ora, la destra che governa Comune, Regione, e l’Italia intera, ignora addirittura il pericolo dei cambiamenti climatici per il pianeta, con le pesanti conseguenze che possono abbattersi sul nostro vivere quotidiano e di cui stiamo subendo solo un assaggio. Ma anziché provvedere a rispondere ad una emergenza che incombe sempre più pressante con misure opportune, questa emergenza ambientale viene sfruttata per proporre la costruzione di una grande diga che risolverebbe parzialmente il problema solo tra 15/20 anni, il tempo necessario per costruirla, quando invece avrebbe da subito un impatto negativo per il nostro habitat e il nostro territorio facilmente, immaginabile. E già speculatori, finanziari, economici, politici, si sono attivati, e hanno acceso le loro ruspe e betoniere perché questi flussi di denaro pubblico, soldi di tutti i cittadini e contribuenti, fanno gola a parecchi, sia per il grande appalto che per i subappalti.
Cosa invece propongono le associazioni ambientaliste, Sinistra per Urbino e la sinistra alternativa? Innanzitutto interventi sulla nostra condotta idrica, che a livello provinciale spreca il 38% dell’acqua potabile che entra nelle nostre case. Le dispersioni d’acqua potabile non sono più tollerabili in una situazione di così grave carenza d’acqua (13 milioni di metri cubi d’acqua all’anno viene persa dalla rete pubblica, circa la stessa quantità di acqua garantita dalla prospettata diga sul Candigliano).
Creare delle zone di accumulo ai margini dei fiumi, con pozzi, laghetti, e veri laghi di laminazione in grado di evitare le esondazioni dei fiumi (ricordiamo il disastro dell’alluvione di Cantiano del 2022). Queste opere consentiranno l’assorbimento del terreno e il rifornimento delle fonti idriche.
Provvedere alla pulizia degli invasi già esistenti, sia grandi che piccoli, che non viene mai fatta perché costosa, e così gli invasi esistenti si riempiono di fanghiglia e ciottoli, sottraendo cospicue capacità di contenere e trattenere acque utili, anche del 50%.
Varare tutta una serie di provvedimenti per le nuove costruzioni o per le ristrutturazioni di quelle esistenti, per favorire la creazione di depositi di acqua meteorica da utilizzare per gli scarichi o per l’irrigazione di orti e giardini (si calcola che il 30% del consumo di acqua in una abitazione se ne va per lo sciacquone del water).
Lo stesso dicasi per il riciclo dell’acqua per un uso domestico non alimentare: ad esempio usiamo negli sciacquoni l’acqua potabile del Monte Nerone, quando potremmo usare benissimo acque grigie opportunamente depurate per tutti gli usi di acqua non potabile, sciacquoni e irrigazione.
Uso di acque depurate e recuperate per usi non potabili in agricoltura e nei processi produttivi.
Favorire le coltivazioni agricole non idrovore e utilizzare tecniche di coltivazione, irrigazione e di conservazione dell’acqua nelle colture che ne favoriscano il mantenimento e riducano la traspirazione.
Combattere il consumo di suolo, sottraendo come con la paventata diga, parti boschive del territorio, quando è ormai risaputo che gli alberi svolgono una funzione essenziale per trattenere l’acqua, contrastare l’azione erosiva del terreno delle piogge torrenziali e assorbire la CO2.
Questi e altri provvedimenti simili, poco costosi, ma certamente non propagandistici, e poco visibili per far bella mostra in una campagna elettorale, vengono da anni sostenuti e caldeggiati dagli ambientalisti e dalla sinistra alternativa, ma senza il benché minimo successo. Fa certamente guadagnare più voti un’opera devastante come una diga, per gli speculatori che accorrono per incassare e poi finanziano il partito o il politico che ha fatto approvare l’opera, per le varie tangenti che inevitabilmente si nascondono dietro interessi economici tanto cospicui e per gli ingenti finanziamenti del denaro pubblico, di cittadini e contribuenti che si vedono tagliati i servizi essenziali come la sanità, per rimpinguare le tasche di speculatori e politici dei governi locali senza scrupoli. Senza considerare poi che anche il nuovo invaso, che vedrà la luce tra 15/20 anni, verrà ben presto riempito da fanghi che nessuno provvederà a pulire come già quelli esistenti. Invitiamo il centro sinistra di Urbino e gli stessi consiglieri di maggioranza che hanno a cuore il nostro territorio, a esprimere la loro posizione in merito, a promuovere una discussione e una mozione in consiglio comunale e a far propri totalmente o parzialmente i provvedimenti che abbiamo sopra indicato. Bisogna ricercare soluzioni sostenibili contro la siccità che impediscano la cementificazione di un’intera vallata come propongono Gambini e Londei, con anche, purtroppo, il sostegno di Biancani.






















