Pietro Briganti sindaco di Colli al Metauro
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Pietro Briganti sindaco di Colli al Metauro

COLLI AL METAURO Il sindaco di Colli al Metauro Pietro Briganti è sconcertato e affranto per il femminicidio di venerdì notte così come l’intera comunità del municipio di Saltara. Ezio Di Levrano 54 anni, davanti ai tre figli, ha massacrato la moglie di origini brasiliane Ana Cristina Correia, 38 anni, con cinque fendenti all’addome, vibrando un coltello a serramanico contro la malcapitata poi deceduta all’ospedale di Torrette di Ancona dove era stata traferita in eliambulanza nel disperato tentativo di salvarle la vita. «Il nostro pensiero e le nostre preoccupazioni – commenta Briganti con un filo di voce, ancora provato – sono tutte per i tre giovanissimi orfani al momento trasferiti in una casa famiglia per essere il più possibile protetti. Una tragedia immensa nella tragedia del femminicidio. Come amministrazione comunale faremo tutto quello che ci verrà chiesto seguendo le indicazioni del magistrato e degli psicologi il cui compito è ora quello di tutelare la dimensione affettiva e interiore dei piccoli segnati da tanta violenza. Vittime di un evento mai verificatosi in dimensioni così sconvolgenti. C’è il rischio, stando a quello che riferiscono gli esperti, che le la componente interiore resti profondamente segnata anche per il futuro con prospettive allarmanti. Bisogna fare di tutto e lasciare spazio alla speranza e alla bontà umana». La giovane mamma si sarebbe allontanata da casa. Da verificare la voce insistente che circola a Saltara se fosse rientrata a casa con l’intento di allontanarsi di nuovo portando con sé i figli. E’ stato quello il movente che ha fatto scattare l’ira omicida del marito? «Una situazione così delicata non era comunque nota ai servizi sociale del Comune – riprende il sindaco -. Mai coinvolti anche perché la famiglia si era portata a Saltara da pochi mesi. In un primo momento aveva trovato ospitalità nella casa dei nonni paterni che abitano da anni a Calcinelli. Vista l’impossibilità di una convivenza numerosa si è prospettata la possibilità di accedere alla casetta dove è maturato il dramma, casa di proprietà dell’istituto di sostentamento del clero». Il primo cittadino si dice impegnato su due fronti: «Promuovere iniziative, ricorrendo ad incontri pubblici ben congeniati contro la violenza, in particolare contro le donne, per sensibilizzare le coscienze di quanta più gente possibile. Ho in animo di organizzare una fiaccolata, non certo per fare folclore, giovedì sera». Il sindaco tocca un punto sensibile sottolineando che «non ci si può fermare alle parole di circostanza, alle condanne verbali per poi ricominciare tutto come prima. Non è più possibile andare avanti così. Serve un’azione forte, un gigantesco impegno di promozione umana, Una sorta di azione pedagogica generale. Dobbiamo fare tanto di più anche se il nostro Comune si è distinto in tante occasioni per la giornata della donna». Un messaggio importante che non potrà non essere colto dalle istituzioni educative. Ha preso il via l’appello per una raccolta di euro da destinare ai ragazzi.

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