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Mucillagine ed elevata temperatura dell’acqua: lo stato di salute dell’Adriatico tracciato da Antonella Penna, professoressa di Ecologia dell’Università di Urbino, nonché presidente della Società Italiana di Biologia Marina. “Le acque dell’Adriatico sono diverse da quelle che osservavamo soltanto 10 o 15 anni fa. Vediamo la presenza di specie che arrivano da mari caldi e che stanno prendendo il sopravvento sulle specie endemiche, come il granchio blu. Tra queste specie aliene ci sono anche forme vegetali”, dichiara Penna ricordando come nell’estate 2024 il problema urgente dell’Adriatico sia stato la mucillagine associato agli elevati valori di temperatura dell’acqua. “La novità – ha aggiunto – è che stiamo registrando un sensibile e repentino aumento della temperatura della colonna dell’acqua, dunque anche in profondità; un segnale di allarme per l’ecosistema marino e le attività produttive come la pesca e l’acquacoltura”. La mucillagine “ha creato un evidente disagio, anche estetico, sulla trasparenza delle acque con cattivo odore delle acque, associato alla degradazione della sostanza organica presente, senza determinare problematiche sanitarie di balneazione. L’attività turistica estiva è stata quindi impattata negativamente”. La prevenzione rimane l’approccio più efficace. “Occorre lavorare sulla depurazione degli scarichi, – ha detto ancora la docente – sulle quantità di azoto e fosforo presenti negli impianti di depurazione, sul controllo dei fertilizzanti”. Questo va associato ad una “buona gestione degli alvei fluviali, alla tutela della flora ripariale lungo i fiumi che ha un ruolo fondamentale, essendo un filtro naturale delle acque”.

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