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Nel Consiglio regionale di questa mattina si è discussa la nostra interrogazione in merito al futuro dell’ospedale Santa Croce di Fano. Abbiamo chiesto alla Giunta regionale quali reparti e quali servizi si prevedono per gli ospedali dell’AST 1, quanti sono i posti letto previsti, se i 50 posti letto previsti per la struttura di Fano sono già calcolati nei 381 previsti per l’ospedale di Muraglia e quando saranno pubblicati i piani aziendali. Come ormai di consuetudine, le risposte dell’assessore Saltamartini sono sempre più evasive, tipico di chi è già in campagna elettorale. Nei suoi interventi premette sempre tutti gli atti approvati in questa legislatura, dalla Legge di riforma del sistema sanitario regionale al Piano Socio Sanitario Regionale, aggiungendo oggi il Piano aziendale di cui se ne sente parlare ormai da mesi, ma di cui siamo ancora in attesa. La mia interrogazione teneva conto anche dell’allarme lanciato questa estate dal Primario del reparto senologia/brest unit, Dott. Cesare Magalotti, in merito alla chiusura delle sale operatorie che avrebbe causato la diminuzione degli interventi sulle pazienti affette da tumore al seno. In merito a questo l’assessore non solo ha smentito, ma ha detto che le notizie emerse sulla carenza del personale erano del tutto infondate. Peccato però che l’allarme proveniva direttamente dal Primario e non dai giornali! Ciò che sconforta è che nella risposta dell’Assessore non c’è stato nulla di quanto chiesto nell’interrogazione. Pertanto, mi rimane solo da constatare che i cittadini della Provincia di Pesaro e Urbino e soprattutto i cittadini di Fano, città in cui amministra proprio un sindaco amico di questa giunta regionale, rimangono ancora una volta in sospeso. I 50 posti letto di ortopedia promessi a Fano saranno veramente attivati nel nostro ospedale o piuttosto si pensa di attivarne di convenzionati? Inoltre, la separazione tra ortopedia traumatologica e programmata tra l’ospedale di Pesaro e Fano sarà finalmente realizzata? Per dare queste risposte occorre una chiarezza organizzativa che va al di là del mero consenso elettorale, perché quando si parla di salute dei cittadini non ci deve essere un colore politico, ma un senso di responsabilità politica.

Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale

 

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