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“Non c’è nulla di sensato nella proposta di bypass di Matteo Ricci”

“Timeo danaos et  dona ferentes”  (temo i greci anche se portano doni) gridava  Laocoonte scagliando la sua  lancia contro il mitico cavallo di Troia, infatti aveva ragione, perché nella pancia erano nascosti i guerrieri greci che aprirono le porte della città di Troia per poi essere saccheggiata e distrutta. Anche noi da Fano, parafrasando Virgilio diciamo “Temiamo i pesaresi anche se portano doni!”. Il regalo in questo caso lo offre il pesarese Matteo Ricci sostenendo che un bypass ferroviario e lo spostamento della stazione di Fano a 5 km dal centro sia un’opportunità piuttosto che una sciagura; così come sulla ferrovia Fano-Urbino voleva persuaderci che la pista ciclabile era meglio del ritorno del treno. Veramente vuole convincerci che il tracciato ferroviario con la statale e le abitazioni a ridosso potrebbe diventare uno dei più bei lungomari d’Italia? E che le stazioni fuori dai centri delle città possono svolgere la stessa funzione di prima? Nelle grandi aree delle stazioni così centrali cosa sarà realizzato? Forse qualche palazzo? Sul serio vuole farci credere che le ferrovie sono così interessate a spendere quasi 2 miliardi di euro per far guadagnare ai treni qualche minuto? La posta in gioco per la città di Fano, che ha già perso tanti dei suoi tesori, è troppo alta. Per quel che ci riguarda il cavallo di Ricci rimane fuori dalle mura Malatestiane! La stessa città di Pesaro, ora che è molto più conosciuta essendo capitale della Cultura Italiana, quanti disagi creerebbe ai suoi visitatori con una stazione non più ubicata al centro della città? Inoltre non si può accettare che un fiore all’occhiello come il conservatorio Rossini, distante una decina di minuti a piedi dalla stazione e anche per questo così frequentato, costringa i suoi studenti a cambi di mezzi o lunghe camminate con gli strumenti musicali di notevoli dimensioni appresso. Non c’è nulla di sensato nella proposta di bypass: un miliardo ed ottocento milioni buttati senza migliorie nella capacità di trasporto e quindi di sviluppo per i territori! Per potenziare le ferrovie bisogna agire come già avvenuto nella dorsale tirrenica e nei paesi evoluti dove i treni ad alta velocità esistono da tempo: avere linee dedicate. La linea adriatica, considerando la densità abitativa nel suo percorso,  deve invece aumentare la quantità di fermate (es. a Fosso Sejore, Metaurilia)  e treni locali,  ma finchè ci saranno treni merci e veloci a percorrerla non sarà possibile. Stride che un vicepresidente della commissione europea trasporti  insista affinché sia data continuità alla transizione ecologica voglia spostare le stazioni dal centro delle città, eliminare la ferrovia Fano-Urbino e ostacolare una nuova linea ad Alta Velocità/Capacità in adriatica

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