Il dibattito svoltosi nell’ultimo Consiglio Comunale ha messo in evidenza l’approccio approssimativo e lacunoso dell’amministrazione guidata dal sindaco Serfilippi su un tema cruciale: l’ampliamento dell’offerta sociosanitaria per anziani non autosufficienti e persone affette da Alzheimer. La mia interrogazione, condivisa con i colleghi consiglieri di opposizione, si basava sulle mozioni approvate dal Consiglio il 30 settembre scorso, che impegnavano il Sindaco e la Giunta ad azioni rapide per affrontare un bisogno urgente: incrementare i posti letto sociosanitari, ampliare strutture come il Centro Residenziale “Don Tonucci” e il progetto residenziale per Alzheimer del Centro Margherita proposto dalla Fondazione Carifano. Questi interventi sono fondamentali per rispondere alle esigenze degli anziani non autosufficienti, considerato il crescente incremento di patologie degenerative, e per alleviare il peso che grava sulle famiglie. Dopo oltre due mesi, l’unico risultato concreto è stato l’annuncio del Consiglio monografico sulla sanità, fissato per il 6 febbraio 2025 con il Presidente della Regione Acquaroli e l’assessore Saltamartini. Una data tutt’altro che ravvicinata, che dimostra quanto poco centrale sia il tema dell’offerta sanitaria e sociosanitaria per questa amministrazione. Nel corso del dibattito, il sindaco ha mostrato una mancanza di visione e determinazione, limitandosi a “augurarsi” che la Regione riveda il piano del fabbisogno sociosanitario, invece di proporre una revisione puntuale o un tavolo di confronto per sollecitare interventi immediati per difendere gli interessi della città. Questo atteggiamento è particolarmente insoddisfacente per chi rivendica un rapporto privilegiato con la Regione. Se questa cosiddetta “filiera istituzionale” non porta benefici tangibili, è chiaro che si tratta di un rapporto unidirezionale in cui Fano subisce decisioni dall’alto.
Preoccupa inoltre l’assenza di concertazione con il Distretto Sanitario e l’Ambito Sociale, strumenti essenziali per definire le priorità territoriali. Questa mancanza è inaccettabile, soprattutto per il Comune di Fano, che ha il ruolo di capofila e dovrebbe guidare il processo con autorevolezza e visione. Non si può continuare, dopo cinque mesi dalle elezioni, a imputare responsabilità alla precedente amministrazione. Nonostante il piano del fabbisogno regionale fosse fermo dal 2017, nel 2019 noi avevamo ottenuto dalla Regione i posti letto destinati al gestore privato della Residenza Protetta “Don Tonucci” e, superate le difficoltà della pandemia, li abbiamo resi comunali, creando le condizioni per la loro realizzazione. Questo dimostra il nostro impegno e la nostra visione. Continuare a cercare alibi sulle gestioni passate, soprattutto in ambito sociosanitario, dimostra una mancanza di prospettiva. L’amministrazione dovrebbe concentrarsi su azioni concrete, come attivare la concertazione con il territorio e avviare la procedura ad evidenza pubblica per l’ampliamento dei 60 posti letto a titolarità comunale nella R.P. “Don Tonucci”, anziché limitarsi attribuire colpe ad altri. Un buon amministratore dovrebbe vedere opportunità in ogni difficoltà, non il contrario. A Fano, oggi, sembra proprio mancare questa visione, questa ambizione. E questo non può che destare preoccupazione per il futuro della nostra comunità.
Dimitri Tinti – Consigliere comunale Pd






















