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Dino Sabatini

Gran bel secondo posto alla recente esibizione natalizia di danza classica al Christmas Edition  di Bologna per la quattordicenne fanese Margherita Acerbi, dove si è esibita nella variazione Contadina di Giselle. Quando hai iniziato a fare danza ed in quale scuola? “Ho intrapreso danza a quattro anni ed attualmente frequento il quarto corso di danza classica, un corso di danza accademica ed un altro di danza moderna presso la scuola Vaganova di Fano. E’ una scuola che da 25 anni è sul territorio e negli anni si è distinta nel formare e fornire ballerini professionisti in enti lirici importanti come la Scala di Milano ed il Teatro dell’Opera di Roma. La direttrice e la signora Serena Gubert ed i suoi allievi si distinguono sempre per le numerose vittorie nei vari concorsi nazionali ed internazionali.” Come riesci a conciliare la danza con gli studi scolastici? “Infatti sono super impegnata perché la danza richiede fatica e sudore ed anche se è divertente richiede impegno, dedizione e costanza. A volte vi sono momenti di crisi nell’abbinare le due attività, ma alla fine l’aria che si respira in sala vince sempre su tutto”.

Cosa provi quando danzi? “Quando ballo mi sento libera e faccio uscire tutte le mie emozioni, che talvolta non riesco a dire con le parole. All’inizio ero una ballerina ruspante ed un pochino grezza, ma con il passare degli anni penso di essere diventata leggera e di volare come una farfalla.” Questo miglioramento si dovrebbe vedere anche dai  risultati? “Infatti dopo i primi saggi e le varie partecipazioni ricordo un buon risultato nel 2020 all’esibizione nel teatro di Cagli, poi nel 2021 risultai prima al Concorso Nazionale di Roma con Cappuccetti rossi e il lupo,  nel 2022 fui terza al Teatro di Senigallia con Chinese Doll e quest’anno sono arrivata seconda a Bologna”. Quali sono le emozione nel salire sul palco? “Prima di salire sul palco è’ sempre un misto di emozioni ed è adrenalina pura. Si ha la voglia di fare bella figura per se stessa e per la maestra Serena Gubert, la quale oltre che insegnante è anche un po’ psicologa ed un po’ mamma. Poi quando  entro in scena, a me tutto passa e non sento più niente, se non la voglia di danzare”. Cosa pensi di trasmettere al pubblico danzando? “L’esibizione deve trasmettere eleganza, leggerezza e bellezza, che sono il risultato della fatica e delle vesciche dei piedi nel ripetere all’infinito quel particolare gesto per renderlo più vicino alla perfezione. Spero tanto con tutta me stessa di riuscire  in quest’intento”.

Cosa rappresenta la danza per te e che aspirazioni hai per il futuro? “La danza è un cammino di sacrifici e di rinunce, ma anche pieno di soddisfazioni ed inoltre un insegnamento di vita. Le mie aspirazioni sono di superare le varie competizioni con me stessa, ogni volta che si presentano. Sono poi convinta che con il lavoro ed il sacrificio si possono avere grandi soddisfazioni e che la tenacia può portare dove nessuno può immaginare. Il mio scopo è il migliorarmi sempre più e nel riuscire a fare al meglio le cose, senza poi porre limiti al futuro”.

 

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