di Anna Maria Polidori
Il Balletto di Milano di Carlo Pesta inaugura la stagione del Teatro di Cagli questo 26 gennaio alle 17 e lo fa nel miglior modo possibile proponendo “La Dolce Vita” spettacolo danzante che rende omaggio ad un’altra arte che risplende fulgida e regala emozioni tra immagini e colonne sonore immense: il cinema.
Questa produzione è stata commissionata dall’Ambasciata del Marocco, ed ha inaugurato il MedFilmFestival Maroc 2024 lo scorso ottobre a Tangeri presso il Palais des Arts et de la Culture.
Partner coinvolti sono stati l’Istituto Italiano di Cultura a Rabat, l’Associazione Il Balletto di Milano, il MedFilm Festival in collaborazione con la Fondation Ténor pour la Culture, la Cineteca di Tangeri, la Fondation Hiba e l’ISMAC
Le arie scelte e poi coreografate da Agnese Omodei Salè sono sognanti e capaci di trasportare altrove lo spettatore. Compositori leggendari che hanno vinto di tutto dall’Oscars al Bafta (l’Oscar inglese), passando per il David di Donatello allieteranno i convenuti. Non si può non prendere in considerazione il film La Dolce Vita, che, con la genialità di Fellini è stato in grado di stigmatizzare un certo periodo storico, grazie alla bravura di Nino Rota. Seguiranno musiche da Amarcord, 8½ e Romeo e Giulietta.
Henry Mancini ci calerà invece nell’atmosfera incasinata, sofisticata, dolce e seducente di New York, che ci ricorderà gli struggimenti di una smarrita Holly Golightly in Colazione da Tiffany. Non poteva mancare un omaggio al grandissimo Ennio Morricone con brani tratti da C’era una volta il West e Nuovo Cinema Paradiso.
La disperazione di Anna Karenina rivivrà nelle musiche di Dario Marianelli, mentre Elliot Goldenthal rievocherà Frida Kahlo. Hans Zimmer completerà assieme a Clint Mansell l’omaggio dedicato ai grandi compositori del cinema.
Il Balletto di Milano proporrà però poi Sway, dal film Shall We Dance? con Richard Gere e Susan Sarandon. Questa canzone, di un fantastico Michael Bublè, è stata presa in prestito dal cinema e non scritta appositamente per il grande schermo, così come il Valzer n.2 di Shostakovich, malinconico e dolce, entrato di petto in tante produzioni cinematografiche.
La prima parte dello spettacolo chiuderà con le note de La Vita è Bella di e con Roberto Benigni. Questa colonna sonora di Nicola Piovani fu premio Oscar nel 1999.
Lo spettacolo verrà chiuso dal Bolero di Ravel, omaggio al film di Claude Lelouch del 1981, coreografato da Adriana Mortelliti per il Balletto di Milano.






















