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Dopo la costituzione del nuovo gruppo consiliare Urbino Rinascimenti, primo atto e della scalata a una poltrona di assessore, come Sinistra per Urbino aveva pubblicamente ipotizzato, oggi siamo al secondo atto, l’annuncio sulla stampa dell’incontro di Urbino Rinascimenti con i gruppi consiliari di maggioranza, Liberi per cambiare, Centro Destra per Gambini e Urbino città ideale, per motivare la scelta della costituzione di un gruppo autonomo e dare «una scossa» e uno stimolo forte alla riflessione di tutta la Giunta visto che non mancano «elementi di criticità» nelle scelte amministrative.

I rumors  dicono di attendersi altre due adesioni e quindi il nuovo gruppo potrebbe avere il consistente numero di cinque consiglieri. Una iniziativa spericolata che non ha valutato le conseguenze di un indebolimento comunque della maggioranza o che invece sia stato tutto concordato con la stessa maggioranza e la benedizione di Gambini per innescare un inevitabile rimpasto di Giunta in cui dovrebbe entrare Guidi che non può più stare lontano dal potere e dalle prebende.

Sinistra per Urbino giudica intollerabile che questo personaggio con i suoi comportamenti continui a devastare la funzione della politica come realizzazione del ben comune. Erede del correntismo e carrierismo di democristiana memoria, ha cambiato spesso cavallo fino ad approdare ad Azione di Calenda ma conservando l’adesione a Liberi per cambiare. Sulla scena politica a più di trent’anni vuole ancora essere protagonista lasciando sullo sfondo i gravi problemi della città per andare a caccia di poltrone, sebbene il suo appeal politico non sia più quello di un tempo e sia entrato in Consiglio per surroga del “dimissionato” Guazzolini nominato assessore. Ma Azione, di cui nell’agosto del 2023 era stato nominato addirittura vice-segretario provinciale, non ha nulla da dire? Ricordiamo che proprio Calenda ha sempre ribadito anche a livello locale il divieto di partecipare ad alleanze con Lega e Fd’I.

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In attesa che si squarci il velo dei giochi e degli interessi e di quanto dirà Gambini, è incontestabile l’inquietudine che attraversa la maggioranza. Un rimpasto di Giunta provocherebbe o la revisione degli attuali equilibri o la messa in mora di Urbino Rinascimenti. Una situazione, in ogni caso, non semplice da gestire.

Rimane il fatto, dopo solo sei mesi, di una Giunta logorata dal dirigismo del sindaco, da una comunicazione politica che è sempre più una comunicazione pubblicitaria e dalle iniziative di una opposizione agguerrita e motivata.

Sinistra per Urbino

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