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Domani, domenica 23 febbraio, il via della stagione

Ci siamo. Ancora poche ore e scatta la stagione della pesca alla trota. Nelle categorie di acque A-ZTM, A, B, e C1 l’apertura è prevista per domenica 23 febbraio. Come da calendario piscatorio regionale ricordiamo che le acque A-ZTM, sono destinate alla riproduzione della Trota Mediterranea (progetto finanziato dalla Regione Marche), le acque in categoria A sono acque prevalentemente popolate da salmonidi, quelle in categoria B acque intermedie a popolazione mista e le acque in categoria C1 sono acque popolate a ciprinidi ma destinate temporaneamente al ripopolamento con salmonidi (Trota Iridea). Ogni pescatore prepara l’apertura a modo suo: la sera prima per alcuni, settimane per altri, ma per la maggior parte dei pescatori questi preparativi sono importanti e soprattutto emozionanti! Tra inventario e revisione dell’attrezzatura, analisi delle condizioni meteorologiche e dei livelli dell’acqua all’avvicinarsi della data fatidica, ognuno di loro ha piccoli rituali da rispettare. L’alba dell’apertura della pesca alla trota ha da sempre quel suo fascino. Analizzando la disciplina nel contesto generale possiamo dire che la pesca è un’attività non solo sportiva ma possiamo considerare anche risorsa e strumento di valorizzazione dei territori interni in chiave socio- economica per rivitalizzare quelle aree interne che hanno bisogno di tornare alla normalità, specialmente quelle colpite dall’alluvione.

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La pesca nelle acque interne si è caratterizzata ormai come una microeconomia locale che dobbiamo sostenere e la gestione intelligente della risorsa ittica diventa anche salvaguardia dei luoghi attraverso la presenza dei tanti pescatori marchigiani. Bisogna investire in tal senso perché la pesca va vista anche come incentivo all’attività turistica e di promozione delle bellissime zone interne. Chiudiamo con un messaggio del presidente regionale Fipsas Luigi Soriani: “La nostra federazione, anche quest’anno in sintonia con la Regione, gestirà i ripopolamenti che saranno fatti solo con trote iridee sterili diploidi e nei tratti C1, in attesa che il Governo ponga fine a un periodo diventato ormai lunghissimo di attesa nella definizione delle specie alloctone, attraverso un decreto che stiamo aspettando con trepidazione. L’iscrizione della Trota Fario Atlantica tra le specie autoctone, come richiesto in più occasioni, darebbe finalmente la possibilità di tornare a ripopolare i nostri torrenti come sempre è stato fatto in passato”.

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