“La chiusura della filiale di Intesa Sanpaolo nel comune di Frontone è l’ennesima dimostrazione di come le logiche aziendali stiano smantellando pezzo dopo pezzo i servizi essenziali nelle aree interne”. Questa la dura presa di posizione di Uncem Marche che si unisce al Comune di Frontone nella battaglia contro la chiusura dello sportello bancario.
“Siamo al fianco del sindaco Daniele Tagnani e sosterremo tutte le iniziative, auspicando un dialogo costruttivo con l’istituto bancario per trovare soluzioni alternative che salvaguardino i servizi essenziali per i cittadini”, le parole del presidente Uncem Marche, Giuseppe Amici, che chiede ad Anci Marche “di mettere in campo azioni comuni”. Per il vicepresidente Uncem Marche, Giancarlo Sagramola, “è necessario un impegno congiunto delle istituzioni locali e regionali per garantire pari opportunità a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza”. “È inaccettabile – afferma il sindaco di Frontone Daniele Tagnani – che una banca che ha beneficiato di risorse pubbliche e vantaggi istituzionali, decida di tagliare fuori interi territori solo per una questione di profitto. Chiediamo che questa scelta venga rivista e siamo pronti a mobilitare la comunità per difendere il nostro diritto a esistere”. Il primo cittadino ricorda i danni derivanti dalla chiusura per le attività che dovranno “percorrere chilometri per operazioni che prima erano a portata di mano”, e per le persone anziane “che verranno private di un servizio essenziale” in un’area “già martoriata dallo spopolamento e dalla chiusura progressiva di uffici pubblici, scuole e presidi sanitari”. Intanto il presidente dell’Unione montana del Catria e Nerone Alessandro Piccini annuncia che martedì 25 marzo si terra una manifestazione proprio a Frontone insieme ad Uncem per richiamare l’attenzione alle aree interne e al loro futuro.






















