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Domenica 30 marzo alle ore 18 – sala parrocchiale “La barca” – Tavernelle di Colli al Metauro

Rappresentato per la prima volta a Roma nel maggio del 1946 al Teatro Arlecchino di Roma, otto mesi appena dalla fine del secondo conflitto mondiale, l’atto unico La Guerra Spiegata ai Poveri è una vera e propria apologia sulla guerra; un’assurda, satirica, grottesca quanto tragica celebrazione della sua “necessità”, sulla follia universale che la alimenta e su chi la subisce, che Flaiano rilegge con il suo inconfondibile stile tagliente e amaro, con un’avvertenza inaugurale alla platea dei presenti in sala: «noi – autori – promettiamo solennemente di rinunciare alla satira solo quando tutti avranno rinunciato alla retorica».

In un tempo e in un luogo imprecisati, alcuni rappresentanti del potere e delle istituzioni si riuniscono per dare vita ad una vivace discussione sulla guerra appena iniziata. Fra le mura di un’iconica stanza dei bottoni, tra dialoghi surreali, luoghi comuni e situazioni paradossali, di kafkiana memoria, va in scena la rappresentazione della propensione tutta umana all’odio e alla distruzione; una pulsione antropologica dell’essere nella quale l’elogio alla “guerra necessaria” trova il suo fondamento nei principi superiori di giustizia e verità. Puro, deplorevole divertimento, come amava Flaiano definire i suoi scritti, o triste realtà in cui attore, spettatore e individui sono completamente travolti da una storia ferita e dolorante? Entrambe, perché nella sua concezione di teatro, tutt’altro che tradizionale, la tragedia non è affatto incompatibile con l’arte del riso, capace com’è di sostituire alla retorica della convinzione l’antiretorica dell’irrisione per trasfigurare e demistificare a fondo l’esistenza umana.

Lungi dal voler rappresentare uno scenario distopico apocalittico, in cui l’umanità rinunci definitivamente al sogno d’una rinascita collettiva, lo scopo dell’ironia graffiante di Flaiano non è nemmeno quello di risolversi in una risata amara dal retrogusto senza fine. Al contrario, il suo sguardo inesorabile e laico, più che mai attuale sul mondo, ha la forza di irrompere sulla nostra scena come grido d’allarme, drammatica denuncia della spregiudicata, meschina, infinita miseria umana, consegnandoci, insieme, una profetica riflessione pacifista. Adattamento e regia di Mario Giannelli. In scena la compagnia teatrale “Polvere di stelle”: (in ordine di apparizione) Enrico Eusebi, Mirna Biagiarelli, Marco Gilio, Lorenzo Romagna, Sara Perugini, David Berardi, Marusca Ricciardi, Giovanni Pazzaglia, Marina Rossi

A cura di: associazione culturale LiberaMente aps – Compagnia teatrale “Polvere di stelle”

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Patrocinio: Comune di Colli al Metauro – Ingresso: biglietto 5 € – Prenotazione consigliata

Info e prenotazioni: messaggi whatsapp 328 3879827 – 328 78791495

liberamente.2009@yahoo.it

 

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