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Carissima, prendo atto della tua reazione al mio ultimo articolo. In effetti, un buon cronista, onesto e scevro di pregiudizi, ha il dovere di analizzare obiettivamente le situazioni che ha sotto gli occhi, ragionare su di esse e possibilmente far ragionare i propri lettori con ciò che scrive. Converrai che il boicottaggio di una parte della tifoseria appare strano e ancor più strana è la mancanza di spiegazioni plausibili di tale comportamento. Non basta infatti dire, cantare e scrivere sui muri ‘Non abbiamo una squadra che ci rappresenti’, ‘Non tiferò il Fano Calcio’, ‘a Fano solo Alma’ se non si adducono le motivazioni reali, tralasciando le scuse di comodo.

Mi giunge voce che non siano visti di buon occhio Mei e Canestrari, in pratica il braccio operativo del nuovo club. Può essere, dato che i due, pur essendo bandiere del calcio granata, hanno esibito negli anni passati atteggiamenti contraddittori. Ma, al netto di tutto, le azioni discutibili che possono aver messo in atto sono nulla in rapporto alle autentiche malefatte, esse sì imperdonabili e irrimediabilmente letali, compiute dalle ultime presidenze, da Mister Serie B Gabellini in qua.

Mi si dica poi quali alternative concrete al Fano Calcio, di fatto l’unica speranza di rinascita del calcio cittadino, possono mettere in campo i dissidenti e i barricaderi dell’ultima ora. Trincerarsi dietro i no stizziti e le prese di posizione aprioristiche è facile. Più meritorio sarebbe proporre soluzioni percorribili. Che ad oggi, ne converrai, non si vedono. Non si sono viste ieri e non si vedranno mai domani.

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Da ultimo, non risulta che a Pesaro, Ancona, San Benedetto, Macerata, Jesi, Fermo e via elencando storie e luoghi dei numerosi fallimenti registratisi nella nostra regione le tifoserie  abbiano reagito in modo tanto schizofrenico. Al contrario, lo zoccolo duro non ha mai mollato e si è stretto compatto e senza tanta puzza sotto il naso attorno alla nuova realtà, consapevole che solo da lì e in quel modo potesse iniziare il riscatto. In definitiva, ho troppo sangue granata in corpo e una coscienza intellettuale più che pulita per sentirmi in pieno diritto di  richiamare ciascuno al proprio ruolo. Abbandonando sterili faide che, viste da fuori, aggiungono ulteriore vergogna alle molte umiliazioni già patite. Un saluto granata a tutti!

Sandro Candelora
P.S. Estendo queste righe anche
a chi volesse instaurare un dialogo
sull'argomento. Auspicabilmente
razionale e costruttivo, non frutto dell'emotività

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