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Non è nell’interesse della città realizzare il Polo Logistico a Chiaruccia o all’ex. Zuccherificio ma costituisce un affare solamente per la “Cittadella srl” facente capo a due noti imprenditori fanesi. Perciò l’atto “lettera di intenti e accordo procedimentale ex art. 11 L.n. 241/90” andrebbe revocato dal sindaco del comune di Fano in autotutela perché contiene delle norme “capestro” che danno ai privati diritti che al momento non possono vantare. All’art. 4 c. 2 dell’accordo si legge che “Resta inteso e pattuito dalle parti che, laddove il predetto atto pubblico di permuta o i predetti atti di permuta perdano efficacia, per effetto del mancato avveramento delle prescritte condizioni, il Comune di Fano sarà obbligato a adottare tutte le deliberazioni consiliari che si rendessero necessarie per sanare eventuali disallineamenti dello strumento urbanistico che precludano l’ottenimento dei permessi di costruire nell’area denominata “ex zuccherificio” conformi alla qualificazione urbanistica del piano regolatore adottato con DCC n.91/24”. Ma il P.r.g. adottato nel 2024 con il famoso emendamento Seri, che toglie in divieto di industrie insalubri di 2 classe all’ex zuccherificio, non consolida nessun diritto a favore dei due imprenditori fintanto che non sarà definitivamente approvato. Al momento in quell’area restano valide le previsioni del P.r.g. del 2009 ed è con queste destinazioni d’uso che “Cittadella Srl” ha acquistato i terreni con quanto sopra era già costruito.

La soluzione della triste vicenda, che vede contrapposti i due comitati, non è “non approvare il P.r.g.” come suggerisce Mascarin, ma reintrodurre il divieto per le industrie insalubri di 2 classe con la delibera di Consiglio Comunale di approvazione definitiva del Piano contenente le prescrizioni richieste dalla Provincia. La permuta tra l’area di Chiaruccia e l’ex zuccherificio non solo non è nell’interesse collettivo, ma consegna alla definitiva cementificazione un’area che di fatto è agricola e non è “urbanizzata” come invece sostiene l’assessora all’Urbanistica e Ambiente Manocchi. Il nuovo palazzetto dello sport trova la giusta collocazione al posto degli scheletri lungo la statale, ma la destinazione di un nuovo polo logistico (e la presenza di industrie insalubri di 2a classe) deve essere decisa con specifica variante dopo una attenta e profonda valutazione urbanistica del territorio, a seguito di un confronto sereno con la cittadinanza e con i comuni limitrofi, presentando studi ed analisi che rappresentino costi e benefici, non solo di natura economica. Le destinazioni d’uso urbanistiche nella città di Fano non devono essere guidate dalle “legittime aspirazioni” degli imprenditori, ma da una visione lungimirante che guarda all’interesse collettivo, ma soprattutto che salvaguarda il territorio agricolo nell’interesse delle future generazioni.

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