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L’articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano conferma ciò che a Urbino molti cittadini sussurrano da anni e che ora finalmente emerge con chiarezza: il Comune sembra essere stato trasformato in una succursale privata, dove i legami familiari e aziendali contano più delle competenze e del merito. Il sindaco Maurizio Gambini ha evidentemente confuso la gestione della cosa pubblica con quella della propria azienda, sistemando parenti, amici e dipendenti di fiducia in ruoli strategici del Comune, come se l’amministrazione fosse cosa sua. È una visione padronale del potere, inaccettabile in una democrazia, tanto più in una città universitaria e patrimonio dell’umanità come Urbino. Ci chiediamo con quale credibilità si possa parlare di trasparenza e imparzialità quando l’interesse pubblico viene subordinato a quello personale. Chi amministra dovrebbe dare l’esempio, non replicare in Comune le logiche familiari della propria impresa. È tempo che questo sistema venga smantellato. Urbino merita molto di più: merita un’amministrazione competente, libera da vincoli personali, che lavori nell’interesse di tutti i cittadini — non di pochi eletti.



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