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In un video pubblicato nella propria pagina Facebook ( https://fb.watch/zBMf6ECBpK/)  il PD di Pesaro e Urbino sostiene che la ferrovia Fabriano Pergola ripristinata è stata: “sperpero di denaro pubblico”!  Il treno turistico è definito “il treno delle illusioni”.

Il video mostra la stazione di Pergola deserta illustrando che è utilizzata poche corse l’anno per poi rimanere deserta negli altri giorni. Per il PD di Pesaro e Urbino è solo un modo per beneficiare “il proprio orticello elettorale” riferendosi all’assessore Baldelli.

Infine conclude ritenendo solo un annuncio la prosecuzione della ferrovia fino ad Urbino visto che “non passa più dal maggio del 1944“.

Osserviamo che sono state ripristinate nell’ultimo decennio 11 linee per scopi turistici, la Fabriano-Pergola, l’ultima riaperta, con 48 corse in 4 anni ha portato 15.000 turisti, che siano utilizzate solo nelle giornate festive è la normalità. In nessuna altra parte d’ Italia le ferrovie turistiche sono state considerate spreco di denaro pubblico. Inoltre, la legge sulle ferrovie turistiche è stata proposta, e poi accolta da tutto il parlamento, dall’ onorevole siciliana Iacono del PD, esiste quindi uno scollamento tra il PD nazionale e locale in merito ad una legge che ha trovato l’accordo di tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione. La posizione del PD di Pesaro e Urbino spiega anche perché il treno fino ad Urbino non c’è più dal 1944: il motivo è banale nulla si è fatto per riportarcelo!

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Il collegamento mancante da Pergola ad Urbino, distrutto dalle truppe del generale Kesselring in ritirata perché considerato estremamente importante per bloccare l’avanzata degli alleati, rappresenta una divisione tra più territori che non si è voluto ripristinare come a segnare un confine tra provincia di Pesaro e Ancona e consentire che Urbino (unica città marchigiana di rilevanza internazionale) fosse raggiunta facilmente solo da Pesaro. Coerentemente, infatti, anche la ferrovia Fano-Urbino è sempre stata osteggiata da esponenti pesaresi, in primis dall’ europarlamentare Matteo Ricci e dal sindaco di Pesaro Andrea Biancani: avere il previlegio di essere il nodo per raggiungere Urbino deve rimanere una prerogativa della sola città di Pesaro.

Il piano infrastrutture “Marche 2032” dell’attuale amministrazione regionale, per la prima volta dal 1944, invece, ripropone l’anello ferroviario che non è altro che il ripristino di quell’idea avuta dai nostri migliori amministratori alla fine dell’800 e sarebbe, soprattutto oggi, la risposta più utile e moderna che si possa immaginare per lo sviluppo di tutta la provincia e per ridare dignità e servizi alle popolazioni delle aree interne. Per la realizzazione dell’anello è stato fondamentale ripristinare a scopi turistici la Fabriano-Pergola per dimostrare che anche un pezzo di ferrovia può cambiare le sorti di un territorio seppur limitato alle sole corse turistiche e si può considerare l’inizio per realizzare qualcosa di molto più grande e importante.

L’ idea della trasformazione di tutte le linee interne della provincia in piste ciclabili seppur più economico così come programmato dai precedenti amministratori, sarebbe stato più devastante dei bombardamenti di Kesselring perché non si sarebbe più avuta la possibilità di tornare indietro lasciando per sempre interi territori senza un servizio fondamentale e non rendendo onore e giustizia, in modo reale e concreto, a quegli uomini che durante l’occupazione per difendere il loro territorio e la loro libertà persero la vita.

Associazione FVM Ferrovia Valle del Metauro

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