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“L’ospedale di comunità non è un ospedale. In questi mesi di propaganda politica auspichiamo ad una comunicazione chiara e onesta in particolare quando si parla di sanità, tema delicato e centrale per la vita delle persone”. Con queste parole Alessandro Piccini sindaco di Cantiano e presidente dell’Unione montana del Catria e Nerone interviene relativamente ai lavori in corso a Cagli nella struttura che dovrebbe completarsi entro il 2026. “Sarebbe infatti opportuno partire da alcuni concetti base. In merito quindi alla pubblicizzazione dei lavori di una nuova struttura a Cagli, è bene evidenziare la differenza tra un ospedale e un ospedale di comunità, struttura tra l’altro già presente a Cagli, all’interno dell’ex Celli, con 14 posti letto gestiti dal Distretto. A Cagli – aggiunge – non è quindi in corso la realizzazione di un nuovo ospedale, ma la realizzazione di una nuova palazzina  (grazie ai fondi del Pnrr che in passato non c’erano) in cui verranno trasferiti i posti letto già presenti all’interno dell’ex Celli, unitamente all’attivazione di alcuni nuovi servizi, previsti dall’attivazione della Casa di Comunità (secondo il DM 77), di cui tuttavia non è nota la natura né la futura organizzazione. Per maggior chiarezza, a titolo puramente informativo, si riporta la definizione di ospedale di comunità: struttura con un numero limitato di posti letto (15-20), gestito da personale infermieristico, in cui l’assistenza medica è assicurata dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta o da medici dipendenti o convenzionati con il servizio sanitario nazionale. Più nello specifico si tratta di una struttura territoriale di ricovero breve, rivolta a pazienti che, a seguito di un episodio acuto o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica, potenzialmente erogabili a domicilio”.

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