Di fronte all’ennesimo attacco strumentale da parte dell’on. Antonio Baldelli, in queste settimane ancor più del solito impegnato nel difendere le poltrone dell’amico Acquaroli e del fratello Francesco a suon di polemiche e disinformazione, vorrei ricordare che il M5S è stato il primo partito nazionale a presentare una proposta di legge per l’introduzione del salario minimo legale, per tutelare milioni di lavoratori sottopagati e contrastare il dumping salariale che penalizza le imprese virtuose. La nostra proposta è depositata da tempo in Parlamento ed è supportata da dati, analisi economiche e giuridiche solide. È una battaglia di giustizia sociale, non una promessa da campagna elettorale.
Anche nelle Marche, il M5S ha fatto la sua parte: sul tema in questa legislatura abbiamo presentato diversi atti, mai neanche discussi, che, nel rispetto delle competenze costituzionali, puntano a valorizzare il lavoro dignitoso attraverso incentivi e meccanismi premiali alle imprese che rispettano standard retributivi adeguati e trasparenti. Lo abbiamo fatto senza cercare applausi facili, ma con senso di responsabilità e rispetto delle regole.
Chi oggi grida all’illegalità lo fa ignorando – o facendo finta di ignorare – che la politica può e deve intervenire per orientare il sistema economico verso maggiore equità, pur senza violare i limiti costituzionali. Ed è esattamente ciò che il M5S fa da anni, con coerenza e senza promesse mirabolanti.
La demagogia, quella vera, è accusare ogni proposta di giustizia sociale di essere “irrealizzabile”, mentre si resta immobili di fronte al dramma dei lavoratori poveri, ai precari della sanità, alle liste d’attesa infinite e ai giovani che fuggono dalla nostra regione per cercare un futuro migliore altrove.
Il M5S non si presta a giochi di illusione, ma lavora ogni giorno per costruire un futuro più giusto, serio e sostenibile. Le Marche non hanno bisogno di polemiche sterili, ma di impegno concreto e visione. Hanno bisogno di mandare a casa chi, come gli esponenti di Fdi, sono contro le persone più fragili invece di stare al loro fianco.
Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale






















