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In questi giorni la politica si è risvegliata davanti al nostro ex ospedale, tra promesse e accuse reciproche. Fa specie vedere il vicesindaco Chiarabilli sostenere Ricci contro la Regione, dopo anni di silenzio verso le scelte politiche sanitarie. Nei fatti, l’unico bersaglio dell’amministrazione Berloni è sempre stato il Comitato dei cittadini e la minoranza consiliare. Intanto, mentre si parlava di risultati, a Fossombrone sono diminuiti i medici del 118, aumentate le assenze della Guardia Medica e il presidio è stato svuotato. Ma guai a protestare: chi lo fa viene accusato di demagogia. Ricci ha ragione a denunciare le false promesse del centrodestra sulla riapertura dell’ospedale, ma ora dica cosa vuole fare. Il centrodestra, invece, scarica tutto sul passato, ma intanto i dati del governo regionale parlano chiaro: aumento delle rinunce alle cure, record di prestazioni a pagamento in intramoenia, ritardi gravi nelle prestazioni LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e una sanità privata finanziata oggi con quasi 4 milioni dai 600 mila euro del 2022, mentre il pubblico crolla. Con un saldo negativo di mobilità sanitaria di 40 milioni l’anno, è evidente che la giunta Acquaroli non ha mantenuto le promesse. Resta, però, il problema degli intasamenti dei pronto soccorso di Fano e Urbino, di cui soffre il bacino di utenza della nostra vallata. Ora basta propaganda: ai cittadini servono risposte chiare, efficaci e comprensibili.

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