Marta Ruggeri
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Nelle Marche si lavora di più, ma si guadagna sempre meno. È quanto emerge dal report “Sguardi sulle Marche” realizzato dalla Cisl Marche, che denuncia una situazione paradossale: aumentano i posti di lavoro, ma cresce anche la precarietà e i salari restano fermi. In questi 5 anni, la giunta Acquaroli è rimasta inerte, senza affrontare le vere fragilità dell’economia marchigiana. Ora, a fine legislatura, si prova a correre ai ripari con una legge sull’industria attesa da tempo. Ma è troppo poco e troppo tardi.
Il segretario della Cisl, Marco Ferracuti, chiede che la legge venga approvata subito, per poter rilanciare davvero il settore produttivo a partire dalla prossima legislatura. «Siamo la regione più manifatturiera d’Italia, ma frammentata, poco innovativa e con stipendi da fame. Serve un cambio di passo», ha detto. Secondo il report: il 67,2% della popolazione è occupata, ma tra i giovani il tasso scende al 47,7%. Le assunzioni stabili sono in calo, mentre crescono i contratti precari e intermittenti (oggi il 45% del totale). Il salario medio annuo è di 1.300 euro in meno rispetto alla media italiana.
La povertà relativa sale all’11%, e quasi il 10% dei cittadini rinuncia a curarsi per motivi economici. La Cisl lancia un appello: serve una legge industriale seria, che metta fine all’improvvisazione e rilanci il lavoro vero, quello stabile e dignitoso.

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Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale

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