
L’assalto al bancomat (Credit Agricole) di Barchi di Terre Roveresche) avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi è un campanello d’allarme alla luce di un’impresa simile ai danni della BCC di Ancona il giorno successivo. La tecnica utilizzata dai malviventi è la stessa: far esplodere l’impianto, sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza incappucciati e hanno agito nello stesso orario di primissima mattina. Coincidenze non casuali che fanno supporre il ritorno di una recrudescenza del fenomeno che era rimasto in sordina ultimamente per molto tempo. La sensazione è che si tratti della stessa banda. Il bottino nel capoluogo dorico ammonterebbe a 60mila euro, a Barchi è da quantificare ma non è da escludere che sia comunque consistente. I colpi vengono messi in atto nel momento in cui i bancomat sono riforniti da carta moneta alla vigilia della chiusura del sabato e, di conseguenza, della domenica. Una traccia da tenere presente e che consentirà alle forze dell’ordine di poter mettere sotto controllo il territorio. Per quanto si sa bene che i malavitosi operano a macchia di leopardo spostandosi da un luogo all’altro con rapidità. Nell’ultimo caso addirittura da provincia a provincia.





















