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“Sentire in continuazione nel dibattito consiliare da questa maggioranza comunale – esordisce Vladimiro Perlini vicesindaco dell’ex Giunta Fabio Cicoli ed ex consigliere provinciale – addossare critiche generalizzate alle passate amministrazioni come giustificazioni ad eventuali loro inefficienze, a me personalmente inizia a dar fastidio ed ancor peggio non corrisponde a verità”. Ma amministrare subito il dopo fusione, sarà sicuramente difficoltoso? “Certo, ma parecchi ostacoli erano già stati smussati dal sindaco Aguzzi, ora questa amministrazione doveva solo proseguire su quel tracciato ed operare con occhio futuristico, mentre ci siamo fermati a un immobilismo senza precedenti”. Ma lei è parte integrante di quel gruppo? “Certo che lo ero, e continuamente ho spronato ed incentivato nelle varie riunioni all’interno del gruppo il dibattito con proposte costruttive per la crescita del paese, ma non sono mai state recepite, anzi sono stato estromesso dal gruppo. Ho continuato e continuo tutt’ora dall’esterno ad evidenziare le varie criticità che la gente continuamente va incontro, ma senza alcun fine personale o politico, ma solo per lo sviluppo della comunità in cui vivo”.

Le critiche a cui fanno riferimento, sono l’aver trovato tre comuni disastrati? “I tre ex Municipi hanno amministrato in un difficile periodo storico e di grande difficoltà economica con forte austerity a livello nazionale, dove operarono governi tecnici con notevoli tagli di fondi agli enti locali, ma le giunte dei nostri tre ex comuni sono riuscite ad amministrare portando avanti tutte le varie attività ordinarie senza sofferenza in alcun settore. Voglio inoltre precisare che il mio ex Comune di Saltara nonostante avesse avuto un taglio di fondi statali di oltre un milione e mezzo all’anno, è riuscito a generare una grossa massa finanziaria come 3.900. 000 euro. È pur vero che la Giunta Cicoli non è riuscita a cantierare alcuna opera pubblica significativa nel passaggio della vecchia amministrazione, ma è altrettanto vero che  ha gettato le basi per quelle future, portate poi a termine dalle successive amministrazioni. Erano stati avviati progetti e iter burocratici nelle varie sedi provinciali e regionali, come il Servizio di Ambulanza di Pronto Soccorso, la Casa della Salute a Calcinelli, lo svincolo in via dei Laghi, la rotonda su via Ponte Metauro, il Centro Raccolta Rifiuti ed acquisito il Centro di Macellazione di Schieppe”.

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Ma cosa vorrebbe dire a questa amministrazione? “Voglio sottolineare la cosa più importante, la trasparenza. La trasparenza su ogni azione amministrativa. La gente chiede continuamente delle assemblee pubbliche per essere informata e in questi anni non sono mai avvenute. Vorremmo sapere come viene utilizzato quel milione e mezzo in più del normale gettito di stato, che arriva grazie alla fusione. Il sindaco ha annunciato oltre sedici milioni di investimenti e vorremmo sapere dove sono stanziati. Inoltre vorremmo più decoro per il paese e non l’abbandono generale del bene pubblico. Vorremmo consigli comunali con più frequenza, che sono l’organo del dibattito e dialettica politica, vorremmo più rispetto per quest’istituzione, senza tacitare nessun consigliere, che è il rappresentante eletto dal popolo. Vorremmo che si favorisse l’unione delle tre ex municipalità con opere di coesione sociale, iniziando dalla sede comunale e non lasciando ai marciapiedi ‘l’unica azione simbolo di unione!’. Dopo otto anni non si possono avere ancora uffici comunali sparsi per il territorio, creando disagi al cittadino. La fusione deve portare vantaggi e non disservizi. Anch’io ero contrario ad una fusione affrettata pur essendo tre comuni affini, ma oramai indietro non si torna. Tutti siamo orgogliosi di questo nuovo Comune e chi amministra deve fortemente cercare di far progredire questa nostra città di Colli al Metauro”.

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