Il consigliere regionale Marta Ruggeri
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La discussione sul bilancio consolidato della Regione Marche, di cui sono stata relatrice di minoranza per il quinto anno consecutivo, conferma un dato allarmante: le società partecipate sfuggono al controllo pubblico e diventano strumenti opachi per gestire milioni di euro dei cittadini marchigiani, senza adeguata trasparenza né effettiva programmazione. È una situazione che non possiamo più tollerare. Da anni il Collegio dei Revisori dei Conti chiede l’istituzione di un servizio di controllo interno indipendente per vigilare sugli enti e le società partecipate. La Giunta non ha mai dato seguito a questa indicazione, permettendo che si continuino ad aggirare le regole sugli appalti pubblici, con affidamenti diretti e senza gara. Un’assenza grave, che mina alla base la correttezza della gestione amministrativa.

Nel mirino c’è in particolare ATIM, l’Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche, un duplicato inutile degli uffici regionali, usato forse per sottrarre al controllo diretto della Regione la gestione delle risorse per la promozione turistica. Una struttura che nel 2023 ha speso 186.000 euro in compensi per un direttore nominato dalla Giunta e poi dimissionario dopo il controverso contratto di marketing da 750.000 euro con la compagnia Aeroitalia.

Un’operazione disastrosa che ha danneggiato l’immagine dell’ente e gettato ombre sull’utilizzo dei fondi pubblici. ATIM, tra l’altro, opera con personale regionale, compresa l’attuale dirigente, confermando che le sue funzioni avrebbero potuto tranquillamente restare in capo alla struttura ordinaria.

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Critiche pesanti anche per SVEM, società a cui vengono affidate intere politiche di sviluppo regionale. Già la Corte dei Conti ha più volte richiamato la Regione a giustificare con atti giuridici precisi il trasferimento di fondi a queste partecipate. Ma i dubbi restano: quanti affidamenti diretti, per quali importi, e con quali criteri vengono decisi? È vero che si è tentato di assegnare un incarico da 60.000 euro all’anno all’ex parlamentare della Lega, Mauro Lucentini, come riportato dalla stampa nazionale? Serve chiarezza.

Il M5S chiede un’inversione di rotta netta: le partecipate regionali non possono diventare il rifugio di nomine politiche e gestioni opache. Serve un sistema di controllo rigoroso, trasparenza totale sugli incarichi, e rispetto delle regole. I cittadini marchigiani meritano una Regione che amministra con responsabilità, non un sistema parallelo fuori controllo.

Marta Ruggeri
Capogruppo Movimento 5 Stelle

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