“Solo così combattiamo lo spopolamento”
“Accolgo e faccio mio l’appello di Guido Guidi, professore dell’Università di San Marino, che oggi sul Resto del Carlino traccia un’analisi interessante della nostra provincia, soprattutto riguardo alle aree interne -dichiara Federico Scaramucci-. Da candidato del territorio alle prossime elezioni regionali, da cittadino, da imprenditore e da politico non posso che sposare i sette punti proposti da Guidi al Carlino quando traccia un elenco di azioni strategiche:
•dare veste istituzionale alla differente omogeneità socio-territoriale dell’area costiera e della fascia collinare-montana, anche attraverso la modifica dello Statuto della Provincia
•potenziare il sistema viario
•sdoppiare il Sistema Turistico Locale
•attribuire più peso ai comuni dell’entroterra nell’AATO Marche Nord
•garantire una connessione internet in ogni comune dell’entroterra
•valorizzare coordinare i presidi ospedalieri di Urbino, Cagli, Pergola e Macerata
•dare priorità al quinto lotto della Fano-Grosseto tra Santo Stefano di Gaifa al Bivio Borzaga.
Temi fondamentali come la sanità e la viabilità, argomenti importantissimi per il nostro futuro come la gestione delle risorse idriche e un settore di sviluppo come il turismo per rilanciare il nostro territorio e promuoverlo verso l’esterno. Condivido a pieno l’appello del professore e trovo che sposi benissimo le richieste e le problematiche che i cittadini mi hanno presentato in questi giorni dove ho toccato tutti i comuni della provincia.
L’analisi qualificata e ponderata del professor Guidi coincide con quello che sentono e vivono ogni giorno gli imprenditori, operatori del turismo e i cittadini marchigiani”.
Scaramucci tira le conclusioni: “È evidente che serve un cambio marcia in Regione, un rinnovamento che tenga in considerazione -e rappresenti davvero- le aree interne. Le comunità locali denunciano l’abbandono da parte delle istituzioni, che ha favorito la migrazione dai borghi verso le città. L’assenza di interventi strutturali, poi, non solo ha indebolito l’entroterra, ma ha conseguenze anche sulle aree costiere, esposte a rischi ambientali maggiori.
Tra le proposte che voglio presentare ci sono incentivi per l’acquisto e la coltivazione dei terreni agricoli, agevolazioni fiscali, miglioramento della rete stradale e sostegno alla vita nei piccoli centri. Chi vive nell’entroterra affronta costi elevati per l’istruzione e disagi nei trasporti, con infrastrutture fatiscenti e collegamenti insufficienti. Servono misure per garantire mobilità, servizi e opportunità reali.
Sul turismo, poi, è tutto da rifare, accantonando ATIM e preservando il paesaggio da progetti impattanti che poco hanno a che fare con speculazioni e zero benefici per gli abitanti”.






















