A Urbania l’incontro con il vicepresidente umbro Bori per parlare di collaborazioni che superano l’Appennino, cultura e turismo.
Dieci anni fa, ad un appuntamento organizzato dall’Anci, Tommaso Bori e Federico Scaramucci, teorizzavano un modello di collaborazione tra Marche e Umbria. Ieri si sono ritrovati a Urbania con cariche diverse (Bori è vicepresidente della Regione Umbria, Scaramucci candidato al Consiglio Regionale delle Marche) ma con le stesse idee di allora: “Sono ancora più convinto della necessità di creare un rapporto di collaborazione tra le regioni del centro Italia – ha spiegato Scaramucci -. Insieme le regioni possono raggiungere risultati più importanti e dalla loro sinergia possono nascere nuovi modelli e possibilità. Sono tanti gli argomenti interregionali sui quali riflettere insieme: la sanità, maggiori risorse alla viabilità, la lotta allo spopolamento, i trasporti, gli aeroporti ed anche la cultura. Marche e Umbria sono due regioni affini e vicine, soprattutto con il nostro entroterra”.
Anche Tommaso Bori resta convinto delle sue idee: “Le nostre due regioni sono cugine e credo che per entrambe la cultura può essere un motore incredibile. In Umbria abbiamo creato una programmazione su come vogliamo immaginare il futuro della cultura, anche mettendo sedute ad un tavole le fondazioni che operano su questo settore e investendo, ad esempio, sui grandi festival che portano tantissimi visitatori. Ogni euro investito in cultura diventano 3 euro di ricadute sul territorio, che spesso si concretizzano come giovani e donne che grazie a questo tema trovano un impiego non precario e non sottopagato”.
Le conclusioni sono di Federico Scaramucci: “Nelle Marche ci sono troppe normative che gestiscono la cultura senza fare un settore, è necessario creare un testo unico e una nuova legge sulla cultura e l’impresa creativa. Serve seguire lo spunto umbro verso la semplificazione dell’assetto normativo e non dare contributi a pioggia per accontentare i vari “apettiti”, basta all’approccio delle mancette varie, degli amici degli amici. Abbiamo tante proposte concrete su cui lavorare dal 29 settembre, idee concrete su cui lavorare per smuovere la Regione, perché la cultura tocca anche il welfare e la creazione dei cittadini di domani. Noi scegliamo di vivere qui, battiamoci per avere più risorse e opportunità per un futuro migliore da consegnare ai nostri figli in modo che anche loro possano continuare a vivere qui”.
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