legno
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne

L’analisi

Da anni ci occupiamo di Beni Comuni (acqua, rifiuti, paesaggio, energia, salute). Da anni operiamo civicamente affinché i rifiuti siano gestiti in maniera virtuosa attuando una politica di riduzione, riuso, riciclo e recupero. Da anni chiediamo una gestione oculata delle risorse idriche per ridurre gli sprechi (es. nuove modalità di irrigazione) e le perdite delle condotte (perdiamo 1 litro d’acqua potabilizzata ogni 3). Invece assistiamo a scelte inaccettabili e speculative come quelle di aver riempito rapidamente discariche esistenti con Rifiuti Speciali provenienti anche da altre province o regioni per fare profitti. Assistiamo ad un grave ritardo nella definizione di una strategia di lungo temine col conseguente fiorire di richieste di impianti privati (per esempio Riceci, Barchi e Talacchio). Secondo noi tutto questo si spiega con il fatto che l’obiettivo primario di tutti i soci, pubblici e privati, delle due società MMS e ASET, che gestiscono i due servizi nella nostra provincia, è quello di fare profitti con le bollette che paga la comunità piuttosto che migliorare gli obiettivi di servizio pubblico e di salvaguardia ambientale. Tanto più che i profitti vengono poi ridotti di un terzo dal pagamento di imposte e tasse e, nel caso di MMS, versati per quasi metà ad una società quotata in borsa con sede in un’altra regione (HERA). Dividendi che nel caso di MMS sono stabiliti da un accordo parasociale fra i due maggiori azionisti (HERA + Comune di Pesaro) che da soli detengono oltre il 70% delle azioni. Per dare una dimensione delle risorse in ballo si stima che fra MMS e ASET negli ultimi 10 anni (2014-2023) ci sia stata un’uscita di risorse finanziarie per almeno 150 milioni di Euro quale somma di imposte (40% circa) e dividendi (60% circa).

Ma come possiamo contrastare questa logica?

Abbiamo un appuntamento importante che ci attende: nel 2028 scadranno i primi affidamenti per quel che riguarda la gestione del Servizio Idrico Integrato. L’anno successivo sarà la volta della gran parte degli affidamenti riguardanti la gestione dei rifiuti. In mancanza di scelte politiche forti, certamente non semplici ma perseguibili, l’affidamento dei servizi andrebbe fatto obbligatoriamente con la gara con due soli esiti:

  • le cose rimangono nella sostanza come sono, nell’ipotesi che ASET e MMS, spalleggiate da Hera, si aggiudichino la gara;
  • una multinazionale estera viene a gestire la nostra acqua e i nostri rifiuti, ovviamente con l’unico obiettivo di fare profitti.

È questo quello che vogliano accettare che accada per i prossimi decenni sul nostro territorio?

La proposta

Di fatto il Legislatore ha proibito l’Azienda Speciale, quel soggetto di Diritto pubblico che da sempre chiedevamo e che avrebbe permesso, come successo in altre realtà (es. ABC Napoli), una gestione interamente pubblica finalizzata per statuto a non distribuire dividendi, ma solo a fornire con la massima efficienza i servizi. Ma una alternativa c’è: il ricorso ad una gestione “in house”, costituendo a tale scopo una Società per Azioni a totale capitale pubblico, con l’indicazione nello Statuto di utilizzare tutte le risorse prodotte dalla gestione per efficientare i servizi nel puro interesse delle nostre comunità. Le quote di partecipazione verrebbero sottoscritte da tutti i comuni della nostra provincia, stabilite su base demografica, rivedibili nel tempo, non cedibili, prevedendo modalità informative e di rendicontazione di massima trasparenza verso i cittadini, che diventerebbero i veri proprietari di questa nuova realtà. Per farla nascere, oltre alla volontà politica, si dovrà redigere una relazione tecnica che motivi la decisione di non ricorrere al mercato. Alla scadenza degli affidamenti gli attuali gestori sarebbero liquidati solamente per le spese effettuate non ancora ammortizzate: in questo caso tali spese sarebbero anticipate attraverso un prestito bancario i cui ratei continuerebbero ad essere pagati con le bollette, esattamente come avviene già adesso. Ad esempio con questo meccanismo nel 2018 Forlì e Comuni collegati liquidarono Hera costituendo una società interamente pubblica. Abbiamo le conoscenze e i supporti tecnici per aiutare le amministrazioni comunali a percorrere questa strada. Solo in questo modo, con gli strumenti legislativi attualmente consentiti, attueremo finalmente l’esito referendario del 2011 che a grandissima maggioranza aveva deciso l’obbligo della gestione interamente pubblica dei servizi locali.

Cosa fare

La scelta è in mano ai comuni a cui chiederemo l’approvazione di una delibera consigliare che attribuisca al Sindaco il compito di coordinarsi con le altre amministrazioni per rendere operativa la decisione di aderire alla costituenda società per azioni pubblica. Sarà poi l’assemblea di ATA rifiuti n.1 Marche Nord e AAto 1 acqua Marche Nord la sede nella quale dovrà essere formalizzata collegialmente la strategia di uscita dalla gestione privatistica dei servizi. Si tratta di un percorso che, per la dimensione degli interessi economici coinvolti, troverà molti ostacoli e per questo chiediamo a singoli cittadini, comitati, associazioni, partiti politici, amministratori pubblici di sottoscrivere questo appello e organizzare tutti assieme iniziative per dare forza alla proposta, affinché le amministrazioni comunali si sentano sostenute dall’intera comunità e acquisiscano la consapevolezza che tale scelta è possibile.

Nome e cognome

Comune di residenza

e-mail

Organizzazione

scarpe firmate

Data e firma

Nome e cognome

Comune di residenza

e-mail

Organizzazione

Data e firma

Nome e cognome

Comune di residenza

e-mail

Organizzazione

Data e firma

moda donna
irish pub cantiano
arredamento interno
scarpe moda