“Mi chiamo Loretta Blasi, coniugata con Fabrizio e mamma di Ginevra. Sono nata a Cagli, dove risiedo e sono iscritta a Fratelli d’Italia presso il Circolo di Fermignano. Sono avvocato e grazie alla mia professione ho svolto la mia attività a Acqualagna e soprattutto a Cagli. Nella mia città sono stata candidata a Sindaco, ho ricoperto la carica di capogruppo di minoranza dell’unica lista di centrodestra dal 2019 al 2024. È con grande emozione, senso di responsabilità e profondo rispetto per questa terra che annuncio ufficialmente la mia candidatura come consigliere alle prossime elezioni regionali nella lista provinciale di Fratelli d’Italia. Mi candido perché amo questa regione, le sue persone, la sua storia, le sue potenzialità. Soprattutto credo che possiamo costruire una Regione che ascolti davvero i suoi cittadini, che investa nel lavoro, nella sanità, nell’ambiente, nella formazione dei giovani e nel sostegno agli anziani.
Una Regione che non si accontenta, che guarda avanti, che agisce con trasparenza e coraggio.
Ho deciso di metterci la faccia, l’impegno, la competenza e la passione, perché credo che la POLITICA, quella vera SIA SERVIZIO.
Vengo da esperienza fatta con la gente e per la gente, sono stata per diverso tempo responsabile della sede del Tribunale per i diritti del Malato nella mia città. Nella mia professione, mi sono sempre occupata dei più deboli: minori, ammalati, anziani e di ogni tipo di violenza: sulle persone, di genere, animali. Credo che la mia esperienza, la mia passione per il servizio pubblico e la mia visione della nostra comunità mi rendano la candidata ideale per questa carica. Sono pronta a lavorare con voi, ascoltare le vostre esigenze e rappresentare al meglio gli interessi di tutti i cittadini.
Perché la nostra Regione Marche ha bisogno di ascolto, non di slogan, di soluzioni, non di polemiche. Insieme, possiamo riportare al centro la dignità del lavoro, la qualità della vita, la bellezza del nostro territorio e l’efficienza dei servizi. Insieme, possiamo fare la differenza. Ho a cuore allo stesso tempo i giovani che ancora abitano il nostro entroterra e gli anziani che ne sono diventati un presidio. Desidero far si che avvenga un collegamento intergenerazionale in modo che i giovani possano apprendere dagli anziani l’amore per il territorio, possano raccogliere la loro memoria affinché le storie delle nostre belle colline e montagne, dei nostri borghi, delle nostre pievi, non vadano perdute. E per gli anziani che tornino ad essere patrimonio di tutta la collettività come depositari della tradizione, degli antichi mestieri e della storia, non più “scarto” ma risorsa per tutti. Desidero ricordare la fondamentale opera educativa delle tante associazioni di volontariato e degli oratori parrocchiali che meritano la nostra attenzione ed il sostegno, anche economico, perché sono la catena di trasmissione dei valori che sono alla base della nostra società. L’entroterra, se vuole sopravvivere, deve individuare un modello di sviluppo che permetta ai giovani di continuare a viverci. Il declino non è irreversibile se si crede nella riscoperta delle nostre risorse e ci si investe in cuore e anima”.






















