Il cantiere del biodigestore bloccato sul nascere
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Il cantiere del biodigestore bloccato sul nascere

TERRE ROVERESCHE «Il Consiglio di Stato o emette la sentenza definitiva oppure fa propria la richiesta del Comune e del Comitato di un’ulteriore verificazione sullo stato geologico del sito individuato per insediare il biodigestore di Barchi» commenta il sindaco di Terre Roveresche Antonio Sebastianelli al termine di una giornata intensa. In ballo la sentenza del Tar Marche del 27 gennaio di quest’anno che ha respinto il ricorso di Comune e Comitato contro la Provincia di Pesaro e Urbino e nei confronti di Feronia s.r.l.. la ditta costruttrice che aveva chiesto ed ottenuto la proroga dei termini di inizio lavori relativi alla realizzazione del biodigestore. Il Comune ha affidato l’incarico all’avvocato Piermassimo Chirulli dello studio legale Massimo Luciani di Roma. «A luglio 2023 la Provincia ha concesso a Feronia srl in extremis ed in tempi record – ha avuto modo di evidenziare il comitato che si oppone alla realizzazione dell’impianto – la proroga del termine inizio lavori: “Per il tempo necessario a consentire la partecipazione alle procedure competitive indette nell’anno 2023 ai fini dell’accesso agli incentivi..». Ne deriva che «la Provincia ha evitato la decadenza delle autorizzazioni rilasciate, conseguente al mancato avvio dei lavori entro i termini previsti con una proroga motivata solo dalla richiesta della società». Un particolare rilevante: «Feronia non ha partecipato alle procedure competitive dopo la proroga, la partecipazione alle stesse comporterebbe il disconoscimento del diritto a godere del regime d’incentivazione estremamente più gratificante previsto dal DM 2018, confermando una totale mancanza di fondamento della proroga stessa. Una proroga accordata senza una valida motivazione e senza una verifica della legittimità della richiesta avanzata da Feronia srl». Una storia che non finisce qui a prescindere da quella che sarà la decisione del Consiglio di Stato. «Ci sono almeno altri due procedimenti da attivare in termini di ricorsi al Tar – aggiunge Sebastianelli – la vicenda è molto complessa. E’ chiaro che da parte nostra nulla deve essere lasciato d’intentato». Lo stesso discorso valle anche per il Comitato che dopo l’appello dell’altro ieri attende fiducioso. Una prima sentenza parziale del Consiglio di Stato c’è stata. Dopo aver ordinata la verificazione del sito affidata al prof. Giovanni Marinelli dell’Università Politecnica di Ancona. Ci sarà o meno un ulteriore accertamento alla luce di criticità che esisterebbero secondo i ricorrenti?

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