A cinquecento anni dalla nascita Piobbico celebra le opere del grande pioniere delle scienze naturali rinascimentali che scrisse perfino un trattato sulle insalate spontanee di monte Nerone
Nel panorama della scienza rinascimentale italiana, pochi studiosi hanno saputo coniugare conoscenze mediche, naturalistiche e storiche come Costanzo Felici. Nato nel 1525 a Piobbico, Felici fu un medico, un naturalista e un attento osservatore del mondo che lo circondava, con un’attenzione particolare per il cibo e per le nuove scoperte provenienti da terre lontane. Il suo approccio, basato sull’osservazione diretta e sulla ricerca empirica, lo rende una figura di spicco della cultura scientifica dell’epoca, anticipando alcuni dei metodi che diventeranno centrali nella scienza moderna.
L’infanzia e gli studi: l’importanza di Piobbico e del suo ambiente
Costanzo Felici nacque intorno al 1525 nel borgo di Piobbico, luogo che influenzò la sua formazione. Situato ai piedi del monte Nerone, questo piccolo centro immerso nella natura offriva, infatti, uno straordinario laboratorio a cielo aperto per un giovane curioso e appassionato di scienze naturali. L’ambiente montano e la ricchezza di flora e fauna circostante stimolarono il suo interesse per la botanica e la zoologia. Dopo una prima formazione locale, Felici si spostò a Perugia e poi a Padova, dove nel 1552 ottenne la laurea in medicina. Questi studi non solo gli fornirono le competenze per esercitare la professione medica, ma ampliarono il suo orizzonte culturale, permettendogli di entrare in contatto con altri studiosi del tempo e di approfondire le nuove scoperte che stavano rivoluzionando il sapere.
Storiografo, naturalista, medico, esperto del territorio e delle nuove scoperte alimentari
Dopo la laurea, Felici esercitò la professione di medico in diverse località delle provincia, tra cui Casteldurante, Sant’Angelo in Vado e Pesaro. Tuttavia, la medicina non fu il suo unico campo di interesse. La sua passione per la natura lo portò a esplorare il territorio con un approccio pionieristico, raccogliendo campioni di piante, studiando il comportamento degli animali e osservando l’ecosistema con un’attenzione quasi moderna. Felici fu uno dei primi studiosi a interessarsi ai nuovi alimenti provenienti dall’America, come il pomodoro, la patata e il mais. In un’epoca in cui il Vecchio Mondo stava assimilando con cautela questi prodotti esotici, egli li analizzò con spirito critico e scientifico. In particolare, descrisse il pomodoro come “più bello che buono”, riferendosi alla sua attrattiva visiva ma alla diffidenza iniziale nei confronti del suo utilizzo in cucina.
Il naturalista: il cibo per l’uomo, la ricerca sul territorio e il contributo nazionale
Il contributo di Felici nel campo della naturalistica fu ampio e significativo. Egli considerava il cibo non solo come nutrimento, ma anche come un elemento da studiare in relazione alla salute umana e all’ecosistema. Esplorò le proprietà delle erbe commestibili, analizzò il ruolo dei funghi nella dieta e approfondì la conoscenza delle olive e del loro impiego nell’alimentazione e nella medicina. Il suo terreno di studio prediletto erano le pendici del monte Nerone, ricche di biodiversità, dove raccoglieva e catalogava grandi varietà di piante. Uno degli aspetti più rilevanti della sua carriera fu la collaborazione con Ulisse Aldrovandi, uno dei padri della storia naturale moderna. Felici contribuì attivamente alla monumentale opera di Aldrovandi, inviandogli informazioni dettagliate su piante e animali tipici delle Marche. Questa corrispondenza fu fondamentale per la creazione di una rete di studiosi che, attraverso lo scambio di conoscenze, contribuirono alla nascita della scienza moderna.
La sua eredità: l’Accademia nata per la ricorrenza e le celebrazioni future
L’eredità di Costanzo Felici è ancora viva oggi, soprattutto grazie alle iniziative che ne celebrano il contributo alla scienza. A Piobbico è stato istituito il “Premio Costanzo Felici”, assegnato a figure di spicco nel campo della ricerca scientifica e della divulgazione. Tra i premiati figurano scienziati di fama internazionale come Antonino Zichichi e Margherita Hack, segno dell’importanza che la comunità scientifica riconosce a questo studioso rinascimentale. Oltre al premio, sono state organizzate conferenze, mostre e rievocazioni storiche per mantenere viva la memoria di Felici e per diffondere il suo approccio scientifico tra le nuove generazioni. Il suo metodo basato sull’osservazione diretta e sulla sperimentazione continua a essere un modello per chi si occupa di scienze naturali e mediche. Ancora oggi, il lavoro di Costanzo Felici ispira studiosi e appassionati, dimostrando che la curiosità e la ricerca sono strumenti senza tempo per comprendere il mondo che ci circonda.






















