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“La fotografia per me è un momento spirituale di evasione – afferma Michela Pierini di Villanova fotografa per passione -, è quello spiraglio di luce che vedo confrontandomi con la società quotidiana e il mio inconscio”. Come è iniziata questa passione? “Da piccola avevo una particolare attrazione per la macchina fotografica a rullino di mia madre con il flash quadro che andava gettato dopo 4 foto. Spesso me ne impadronivo e il rullino di 24 scatti non era mai sufficiente. A ogni festa, compleanno o gita scolastica che fosse, ero sempre la fotoreporter del momento. Con l’avvento del digitale per un paio d’anni ho accantonato la fotografia e mi sono dedicata alla realizzazione di video e il successivo montaggio, che tecnologicamente mi stuzzicava di più. Poi un giorno acquistai una fotocamera di poco valore per vedere come funzionava e da lì, è scattato qualcosa di meraviglioso in me”. Quali macchine ha usato finora? “Nell’era digitale ho iniziato a scattare con delle Canon avanzate con zoom digitale che mi permettevano di sperimentare i miei primi scatti della luna, poi sono passata a una Reflex Base, successivamente a una macchina Semi Pro e ora scatto con una Mirrorless”.

Cosa serve per un bello scatto? “Saper inquadrare bene la foto, conoscere alcune regole basi e poi il resto lo fa l’ambientazione. Nell’era digitale ci vuole anche un buon occhio nel saper produrre il file, perché mentre con le macchine a rullino lo stampatore era il negozio di fiducia, ora con le schedine SD lo stampatore siamo noi. La macchina fotografica ci restituisce i file, ovvero i negativi di una volta. Mettendoli a computer vanno un pochino rielaborati e qui non si finirà mai di migliorare”.

Quali emozioni ci sono nel fare una foto? “In alcune situazioni in cui sto per catturare la scena, sono io la prima ad emozionarmi. La magia e la poesia di quel momento sono compagne dell’ansia, per la paura che quel frame potrebbe scomparire in un solo istante. Ci sono scene che possono essere ripetute, mentre in altre occorre cogliere tassativamente l’attimo”.

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Cosa predilige fotografare? “Sono 10 anni che fotografo la luna che considero mia amica e confidente. Adoro fotografare il mare al mattino al sorgere del sole. Emozionante è fotografare il sole all’orizzonte che, come un imperatore si fa grande poco alla volta e con le onde timidamente illuminate dai suoi raggi, è poesia. Il mare non si spiega e non si respira, ma semplicemente si ascolta. Poi fotografo ritratti in genere. Ultimamente ho trovato grande magnetismo nel fotografare spettacoli di danza o qualsiasi cosa che riguardi il palcoscenico, dove non serve il flash perché gli attori si illuminano di luce propria. Inoltre una emozione immensa l’ho provata quando una mia cara amica mi ha chiesto di farle una foto ritratto per il suo primo libro che stava per andare in stampa”. Ha partecipato a delle esposizioni? “Sì a delle collettive, mentre quest’estate ho esposto una personale dal titolo A un passo dalla Luna. Sono rimasta letteralmente lusingata dal giudizio positivo della critica e dei visitatori”.

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