Il rimpasto di Giunta conferma ma non risolve le critiche che sono venute dall’opposizione e da settori della maggioranza (le dimissioni di membri della maggioranza dal Consiglio Comunale e dello stesso Presidente del Consiglio ruotavano anche attorno a questo tema): questa Giunta è inesistente esiste solo Gambini che fa e disfa a seconda dei suoi obiettivi e interessi. Siamo nel pieno della sindrome del Re. Gambini come un Trump “de noantri”. Con questa scelta, continua il massacro di chi si è speso per lui portando centinaia di voti che gli hanno consentito di vincere, nella più totale impotenza delle forze politiche di maggioranza. Gravissima l’umiliazione dell’assessora Giulia Volponi sostenuta a spada tratta in campagna elettorale (ennesima strumentalizzazione di una donna sull’altare del cinismo politico?) e poi tagliata alla prima occasione, quando aveva appena cominciato a capire il complesso lavoro da fare sul tema centrale del Piano Urbanistico Generale. La nomina dell’architetto Maurizio Bartoli è quasi divertente dopo i proclami del sindaco sulla necessità di allargare il fossato fra Urbino e Pesaro. Adesso saranno due i pesaresi in assemblea e il nostro consigliere Giovanelli non sarà più solo. Ma a parte gli scherzi il filo che lega Maurizio Gambini e Maurizio Bartoli non può che riaccendere un faro sulla grave e non conclusa vicenda di Riceci. Testimonianza troppo evidente di un sodalizio che desta profonda preoccupazione pensando a Urbino al suo paesaggio e storia. Una sorta di “deep government” che ha attraversato questioni equivoche come la vicenda di Riceci e anche la proposta di un biodigestore a Canavaccio. Dal punto di vista istituzionale non possiamo che augurare buon lavoro al nuovo assessore ma non si aspetti sconti, in virtù del suo essere un tecnico, da parte della lista Urbino Rinasce.
Urbino Rinasce






















