Alla vigilia della 60ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, il termometro del mercato dei tartufi segna andamenti contrastanti. Mentre il tartufo nero uncinato registra un netto crollo dei prezzi, il bianco pregiato, simbolo per eccellenza della manifestazione marchigiana, vede invece una risalita delle quotazioni dopo un ottimo inizio di stagione.
Le Marche si confermano quest’anno tra le poche regioni italiane dove il tartufo bianco si è trovato in quantità soddisfacenti. Le piogge estive e l’umidità di settembre hanno favorito una buona fruttificazione, distinguendo il territorio da aree come Piemonte e Toscana, dove le condizioni climatiche più secche hanno ridotto sensibilmente la produzione.
Tuttavia, il repentino rialzo delle temperature di fine ottobre ha causato una momentanea flessione nella raccolta, rendendo più difficile l’attività dei cavatori e provocando una lieve crescita dei prezzi nelle ultime settimane. I commercianti parlano di oscillazioni che, a seconda della pezzatura e della qualità, stanno riportando il bianco verso valori più alti rispetto all’inizio della stagione.
Sul fronte opposto, il tartufo nero uncinato sta attraversando un periodo complesso: l’abbondanza di prodotto e la domanda ridotta hanno determinato un crollo del prezzo al dettaglio, anche del 30-40% rispetto allo scorso anno. “È una stagione difficile per il nero – spiegano alcuni operatori – il mercato si è saturato e il consumatore oggi guarda soprattutto al bianco, complice anche la fiera di Acqualagna che ne riaccende l’interesse”.
Nonostante queste dinamiche, l’atmosfera che precede la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna è di grande attesa e ottimismo. La manifestazione, che celebra quest’anno la sua sessantesima edizione, rappresenta non solo un appuntamento di riferimento per cavatori, chef e appassionati, ma anche un barometro prezioso per comprendere le tendenze del settore tartufigeno nazionale.
Gli addetti ai lavori si aspettano un’edizione incredibile, con il bianco protagonista assoluto e con l’auspicio che il clima di fine autunno possa riequilibrare la produzione, garantendo al mercato stabilità e continuità fino alle festività natalizie.






















