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Nel cuore di Cagli da troppo tempo ben tre sono le chiese negate al pubblico: San Filippo, con la sua cupola ellittica settecentesca; San Nicolò con i preziosi altari marmorei della prima metà del Settecento e sei tele del Lapis; e, infine, Santa Maria della Misericordia (nella foto) con il pregevole altare rinascimentale a baldacchino. Tale stato di cose incide negativamente da un lato sull’offerta turistica e culturale della città e dall’altro sulla buona conservazione di detti beni culturali. Tutti, infatti, sono consapevoli di quanto rapidamente deperisca un bene immobile chiuso da tempo.

Per questo quale Capogruppo consiliare ho presentato un’interrogazione per sollecitare in primis la riapertura della chiesa di Santa Maria della Misericordia, essendo un bene monumentale di proprietà pubblica di rilevante valore storico e artistico.

Citata in un testamento del 1301 e sede dell’omonima confraternita fin dal 1347-48, la chiesa conserva opere di indubbio rilievo a cominciare dal portale lapideo con il bel portone chiodato datato 1537, sormontato da un affresco cinquecentesco che come un vessillo rimanda alla benefica attività al tempo posta in essere dalla confraternita che qui gestiva un orfanotrofio. All’interno, sotto il raffinato altare a baldacchino affrescato, è il gruppo quattrocentesco in terracotta policroma della Madonna della Misericordia, e lungo le pareti sono grandi frammenti di affreschi medievali frutto di quel fecondo dialogo tra i pittori attivi nel triangolo Cagli-Gubbio-Fabriano. Inoltre sono le due pale di Claudio Ridolfi, con la raffinata predella attribuita a Giovan Francesco Cialdieri, e lo stendardo bifacciale di Benedetto Nucci, raro documento della giovinezza del pittore

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Il tempio sacro, vincolato fin dal 1913, è stato donato al Comune dalle IRAB con delibere del 2006 e 2008, e accettato dal Consiglio Comunale nel 2009. Purtroppo quella anticipatrice azione da me  intrapresa, nel tempo in cui ero Vice Sindaco in piena unità d’intenti con il Presidente Enzo Gobbi, incomprensibilmente (per un capriccio di chi sostituì Gobbi) non giunse mai al passaggio notarile ed ora la chiesa è da anni chiusa. Ecco perché sostengo che occorre completare il passaggio notarile e catastale al patrimonio comunale e pianificare l’immediata riapertura. È un atto dovuto non più derogabile per il quale il Sindaco ha formalmente dichiarato, in risposta alla citata recente interrogazione, che perfezionerà tale passaggio entro il 2026.

Le preziose chiese sia del centro cittadino sia del vasto territorio comunale, come più volte ribadito in aula consiliare in veste di Capogruppo di Fare Comune, costituiscono un importante sistema da mettere in stretta relazione e sinergia con il sistema museale di Cagli.

Alberto Mazzacchera - Capogruppo Consiliare Fare Comune

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