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Il Comitato Voci dalla Valle risponde allo Stato italiano davanti alla Convenzione di Aarhus: “Le comunità locali non sono state coinvolte, e i diritti dei cittadini restano violati”

In questi giorni, il Comitato Voci dalla Valle ha visto pubblicata sul sito ufficiale della Convenzione di Aarhus la propria risposta formale alla nota inviata dallo Stato italiano, in merito alla contestata autostrada E78 – Intervento AN58. La comunicazione inviata dal Comitato è una delle sole tre mai dichiarate ammissibili nei confronti dell’Italia dal Comitato di Conformità della Convenzione, a conferma della gravità e rilevanza della questione sollevata. Una risposta insoddisfacente da parte dello Stato italiano.

Nella sua comunicazione, lo Stato italiano sostiene di non aver violato la Convenzione, poiché:

  • le principali decisioni sul progetto risalirebbero a oltre vent’anni fa (alcune già nel 2003);
  • le valutazioni ambientali effettuate all’epoca sarebbero ancora valide;
  • e quindi non era necessaria alcuna nuova consultazione pubblica per rilanciare il progetto nel 2023. Secondo questa logica, la partecipazione dei cittadini sarebbe già stata garantita nel passato remoto.

Il Comitato Voci dalla Valle: “Il diritto di partecipare è continuo”

Il Comitato contesta con forza questa posizione, sottolineando che:

  • in vent’anni è cambiato tutto: il progetto stesso, il territorio interessato, le normative ambientali e i dati disponibili;
  • le comunità locali non sono mai state realmente coinvolte nei processi decisionali recenti;
  • l’argomentazione dello Stato italiano è giuridicamente e democraticamente inaccettabile: non è possibile considerare valide delle procedure vecchie di decenni per un progetto rilanciato oggi.

Nella propria risposta formale, il Comitato afferma che l’Italia non sta rispettando i propri obblighi ai sensi degli articoli 6, 7 e 9 della Convenzione di Aarhus, che garantiscono l’accesso alle informazioni ambientali, la partecipazione pubblica ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia. Il Comitato aggiunge inoltre che, mentre il confronto è ancora in corso a livello internazionale, sul territorio i lavori sono già iniziati e la devastazione è visibile: alberi abbattuti, cantieri avviati, un paesaggio trasformato senza il consenso dei suoi abitanti. Questo rende ancora più urgente dare visibilità alla vicenda e opporsi collettivamente a un approccio che viola i diritti dei cittadini e delle comunità.

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Un problema sistemico: lo stesso approccio anche nel caso del gasdotto

Il Comitato Voci dalla Valle denuncia anche che questa stessa modalità d’azione da parte dello Stato italiano si sta ripetendo nel caso del gasdotto attualmente in costruzione nella zona. Anche in questo progetto:

  • non c’è stata alcuna partecipazione pubblica reale;
  • le decisioni sono state prese senza un dialogo trasparente con le comunità interessate;
  • si assiste a una sistematica esclusione dei cittadini dai processi decisionali su grandi infrastrutture.

Una questione che va oltre la valle

“Questo non è solo un problema locale” affermano i membri del Comitato. “Si tratta di un esempio emblematico di come in Italia si portano avanti grandi opere pubbliche senza una gestione trasparente e partecipata dei progetti pubblici. Il rischio è che i diritti fondamentali delle persone e la tutela dei territori vengano sistematicamente messi in secondo piano rispetto agli interessi infrastrutturali ed economici imposti dall’alto”. Il Comitato si dice fiducioso che anche il Comitato di Conformità della Convenzione di Aarhus riconoscerà le gravi lacune nella procedura italiana, e invita giornalisti, cittadini e istituzioni a seguire da vicino l’evolversi del procedimento.

Informazioni su Voci dalla Valle: Voci dalla Valle è un collettivo di cittadini dell’Alta Valle del Metauro dedicato alla conservazione del patrimonio naturale e culturale di Mercatello sul
Metauro. Formato nel 2023, il gruppo mira a garantire che i progetti di sviluppo locale rispettino gli standard ambientali e i diritti della comunità.

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