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Il circolo Legambiente “Le Cesane” di Urbino ha organizzato, lo scorso 3 dicembre, un incontro dedicato ai propri soci sul tema delle energie rinnovabili e della transizione energetica, con l’obiettivo di promuovere un dibattito informato, fondato su dati scientifici e sulla normativa di settore.

Dopo l’introduzione del presidente Alessandro Bolognini, l’incontro ha affrontato due tematiche di grande attualità.

Il primo intervento, a cura di Nicolas Faustini, ha approfondito l’approccio di Legambiente alla transizione energetica — spesso oggetto di critiche da parte di comitati, amministratori locali e lobby dei combustibili fossili — esponendo i punti del documento “Le Marche verso il 2030” sottolineandone la solidità tecnica e scientifica, supportata da esempi virtuosi realizzati in Italia e all’estero.

Faustini ha presentato un quadro aggiornato sugli effetti del cambiamento climatico nel nostro Paese, che nel 2024 si colloca tra i paesi più colpiti in Europa dagli eventi climatici estremi con 351 eventi registrati nell’anno che comportano conseguenze particolarmente gravi sulle infrastrutture, sul settore agricolo ma anche per la biodiversità e i cittadini, con perdite economiche altissime. «La partecipazione che vogliamo costruire – ha concluso – deve ruotare attorno al principio che le energie rinnovabili, compresi i grandi impianti, non rappresentano un problema. Il confronto dovrebbe spostarsi dal “no agli impianti” al “come e dove progettarli in equilibrio sui territori, secondo i dati scientifici”, favorendo un dialogo realmente costruttivo».

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Il secondo relatore, Pierluigi Ferraro, ha illustrato la situazione energetica nazionale e regionale, definita “catastrofica” per l’elevato deficit energetico: l’Italia dipende per oltre il 90% dall’estero per quanto riguarda l’importazione di fonti energetiche, con la produzione elettrica attorno al 60% da fonti fossili, per lo più gas, e il restante 40% da impianti a fonte rinnovabile installati sul nostro territorio. In questo scenario le Marche, insieme alla Liguria, registrano però un deficit elettrico record del 70%, collocandosi all’ultimo posto in Italia. Ferraro ha poi richiamato l’attenzione sul nuovo Decreto correttivo sulle Aree idonee (emanato dal Governo dopo tre anni dal primo, fallimentare, Decreto causa di controversie con alcune Regioni e TAR), e destinato a uniformare le procedure per l’installazione degli impianti rinnovabili.

«Siamo in forte ritardo – ha concluso Ferraro – e, di questo passo, la Regione Marche impiegherà vent’anni anziché dieci, come previsto dalla normativa nazionale, per raggiungere gli obiettivi assegnati. A livello nazionale continueremo a dipendere da Paesi spesso coinvolti in conflitti legati all’approvvigionamento di petrolio e derivati, e a pagare prezzi dell’energia fra i più alti al mondo».

Direttivo di Legambiente Circolo “Le Cesane” di Urbino

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