L’8 dicembre 2025, nella calda atmosfera di Ca’ Cecilia di Isola del Piano, si è tenuto un incontro che ha segnato l’avvio ufficiale di un progetto tanto semplice quanto profondo: dare voce agli abitanti, alla storia e alla memoria di un piccolo paese dell’entroterra urbinate attraverso installazioni artistiche, fotografie, parole e gesti condivisi.
A promuoverlo sono stati il Comune di Isola del Piano con il sindaco e presidente della Provincia Giuseppe Paolini, l’assessore alla cultura Adriana Cucinella; la Scuola del Libro – Liceo Artistico di Urbino e la Casa della Paesologia, guidata dal poeta e paesologo Franco Arminio, da anni punto di riferimento per chi crede che i paesi non siano solo pietre da dimenticare, ma corpi vivi da ascoltare.
Presenti all’incontro, per conto della Casa, i fotografi Giuseppe Formiglio – fotografo ufficiale del Festival della Paesologia di Aliano – e Paolo Covino, che hanno portato il saluto del poeta Franco Arminio e che porteranno il loro sguardo dentro le case e lungo le strade di Isola del Piano. Importante la coincidenza della data scelta per l’avvio del progetto dal momento che proprio l’8 Dicembre l’Associazione Comunità Provvisorie- Casa della Paesologia, compie 11 anni di attività festeggiando il compleanno all’insegna del passato, ma soprattutto del futuro.
Per la Scuola del Libro di Urbino hanno partecipato la docente di Lettere Lilli Simbari (che fa parte anche della rete della Casa della Paesologia), e il docente di cinema e fotografia Alessio Valeri. Assente, per sopraggiunti impegni, la dirigente scolastica Lucia Nonni, che tuttavia ha sostenuto con convinzione il progetto fin dal suo esordio.
Il cuore dell’iniziativa è chiaro: realizzare una serie di installazioni permanenti e temporanee che raccolgano la voce genuina degli abitanti – anziani che raccontano, bambini che immaginano, artigiani, contadini, maestri – e la trasformino in opere visibili, udibili, toccabili. Un lavoro che attraverserà generazioni, perché saranno proprio gli studenti della Scuola del Libro a progettare, fotografare, montare, scrivere, insieme agli abitanti e agli artisti della Casa della Paesologia. Un ponte tra chi c’era e chi verrà, tra chi ricorda e chi scopre, tra chi teme di perdere e chi invece costruisce. Il progetto si pone anche come risposta netta, tangibile e comunitaria al fenomeno dello spopolamento e dell’abbandono dei paesi delle aree interne (il PSNAI). Non un lamento: un’azione. Perché, quando un paese ritrova la capacità di raccontarsi, di guardarsi con occhi nuovi, di fare bellezza insieme, smette di essere “un luogo che si perde” e diventa un luogo che resiste, che attrae, che si rigenera.
«Non si perdono i luoghi» E a Isola del Piano, l’8 dicembre, quelle parole hanno smesso di essere solo un monito e sono diventate un programma.
Un programma di speranza. Per il paese. Per noi.





















