Nel contesto socio politico di oggi i partiti sembrano essere diventati organismi monocentrici dove pochi leader aggregano attorno se un discreto numero di voti e, forti della disaffezione della gente alla politica e dall’allontanamento alle urne, riescono a governare non tanto rappresentando il propri elettori quanto dando spazio a poteri più o meno forti derivanti dal mondo della finanza dell’economia della tecnocrazia e delle lobby di turno. Demonizzare i partiti oggi fa comodo a chi vuole governare, ma è doveroso ricordare che i partiti sono una forma primaria di democrazia fondamentale per garantire a tutti la partecipazione la condivisione del pensiero e la libertà. Dunque non è bene abbandonare i partiti meglio sarebbe riformarli, chiedere ad essi di tornare ad essere ciò che sono, una forma alta di partecipazione democratica dove l’ascolto il dialogo e la capacità di sintesi portano a scelte concrete per il bene comune. Occorre oggi tornare anche a formare persone rette, oneste e sagge che possono ricostruire la struttura portante del nostro paese: amministratori locali, regionali, funzionari e quadri, dirigenti di partito e delle pubbliche amministrazioni, parlamentari e governanti. Dobbiamo ripartire dalla base, dal mondo dell’associazionismo, da scuole di formazione sociale e politica aperte a tutti.
Dobbiamo ripartire da un progetto politico che torni a mettere al primo posto il bene della persona rispetto ai beni. Solo così potremo riprendere un cammino che guarda verso l’orizzonte.
Marco Gasparini






















