Negli ultimi giorni il dibattito politico all’interno delle Marche è più vivo che mai. Oltre ai vari candidati, non sono mancati i grandi ospiti della politica nazionale a sostegno dei propri scelti alla guida della Regione. In occasione di uno dei vari incontri programmati da Fratelli d’Italia, abbiamo avuto modo di intervistare l’onorevole Francesco Lollobrigida.
Oggi ha avuto tanti incontri, qual è la percezione che ha avuto dalle persone che ha incontrato in questi giorni? “Nelle Marche la gente vuole avere le stesse opportunità che hanno gli altri cittadini, di poter vedere la propria Regione tornare ad essere il centro di sviluppo, avere la possibilità di esportare. Sono state fortemente penalizzate in questi anni dall’assenza di infrastrutture strategiche, dall’assenza di interesse per le criticità che sono state indotte da scelte nazionali come le sanzioni alla Russia piuttosto che alla vicenda del Covid e al poco sostegno del territorio. I cittadini delle Marche non chiedono molto, chiedono solamente di avere la possibilità di lavorare, di difendere quello che hanno creato in questi anni e stanno chiedendo il cambiamento. Perché l’amministrazione di centrosinistra non è stata in grado di avere il popolo come riferimento, hanno cambiato modello pensando di vincere sempre e hanno pensato soltanto a consolidare le clientele e a spartirsi i posti di potere. E’ arrivato il momento, con un voto meno ideologico guardando le scelte, di avere un’alternativa e confidiamo che il 21 sera le Marche si sveglieranno con un altro presidente di Regione rispetto a Mangialardi-Ceriscioli, dato che sono la stessa cosa, guardando con speranza al futuro.”
Secondo lei cosa dovrebbero fare le Marche per non essere più il fanalino di coda dell’Italia? “Come Fratelli d’Italia noi abbiamo scelto di chiedere la presidenza di alcune Regioni che non sono le più importanti in termini di popolazione e non sono le più ricche. Sono le Regioni dove vogliamo investire perché hanno un potenziale enorme, fatto di persone perbene e di grandi imprese, di eccellenze. Abbiamo chiesto l’Abruzzo e lo abbiamo vinto. Abbiamo chiesto le Marche e la Puglia. Cos’hanno in comune queste tre Regioni? Sono tutte e tre nella dorsale adriatica, hanno delle infrastrutture deboli e possono agire insieme e in sinergia per rilanciare questo pezzo d’Italia e renderlo competitivo. Questa è la ragione per la quale abbiamo immaginato una visione capace di rilanciare quest’area. Bisogna concentrarsi sulle esigenze della gente piuttosto che le necessità di un partito politico.
Ha un messaggio da dare ai nostri lettori? “Di guardare alle proposte politiche e di chiedersi se quanto visto negli ultimi anni è quello che vogliono dalla politica. Di guardare negli occhi Francesco Acquaroli e di chiedersi se questa squadra può essere davvero l’alternativa a cui affidare il proprio presente ma soprattutto il futuro dei propri figli.”






















