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iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
di Anna Maria Polidori

Un successo di risate! Capitolo’ho, il nuovo spettacolo del duo comico Ale & Franz. Presentato in anteprima assoluta a Cagli da stasera andrà in scena a Bologna entrando ufficialmente in tournee nei teatri di tutta Italia. I comici hanno fatto la loro comparsa dalla platea, percorrendola tutta e asserendo che avrebbero voluto un rapporto ancor più stretto con i loro spettatori. Poi, una volta scaldato l’ambiente, ricordando alcuni fatti del 1994, anno di costituzione del duo, Ale e Franz sono saliti sul palco. La scenografia lascia basito Ale, che aspetta qualcosa di molto più tecnologico.

Al che Franz, gli svela la ragione per un palco così spoglio: «Sai, Ale? La notte scorsa ho sognato Shakespeare. E sai che mi ha detto?»

«No, cosa?»

«Ciao Romeo»

«E poi?»

«Nient’altro, però penso che noi dovremmo cominciare a fare teatro serio. Quello con la T maiuscola. Romeo e Giulietta».

Ale cade disperato. Non è il loro repertorio. Lui neanche la conosce quella storia. Adesso che gli piglia a Franz?

Così, tra attimi narrativi più pensosi, la versione di Romeo e Giulietta, attualizzata con musiche  e costumi dei protagonisti di Grease, il duo ha snodato i dialoghi più accattivanti e umoristici del loro repertorio. Lo sketch degli anziani ad esempio, entrambi 94enni è stato esilarante.  Soffrono di amnesie, camminano poco. Uno dei due si è perfino dimenticato il nome della moglie, prima che glielo rimettesse in mente l’altro.

«Ma allora se non ti ricordi il nome di Gisella, tu come la chiami?»

«Se è vicino le faccio, oh! Se è lontana, oooooh!»

Lo sketch dell’autobus è stato arricchito di nuove battute. Ale vuol prendere semplicemente il numero 20 per tornare a casa, e incontra uno stranito Franz, che pensa che i piccioni non siano piccioni, ma solamente robot comandati da qualcuno e che dietro a tutto ci stiano i poteri forti. Attacca il numero 33, con Gesù che è morto a 33 anni, il medico che guarda caso chiede venga detto questo numero sino ad arrivare ai trentatré trentini: Ale lo sta a sentire per poi mandarlo sinceramente a qual paese.

scarpe firmate

Un altro momento esilarante è stato quello del tizio che vuol buttarsi giù da un cornicione di un palazzo di 13 piani. Ale è pronto, quando arriva Franz a rovinargli la faccenda. Anche Franz, infatti ha intenzione di buttarsi ma perché ha perso un milione d’euro. Soffre di amnesie. Confessa: «Magari leggo un libro, poi non mi ricordo di averlo letto e lo ricompero». Ale allora replica: «Mi scusi tanto, ma con tutti questi problemi di memoria, nella sua azienda perché hanno mandato lei in Svizzera a prelevare un milione d’euro?»

Se Franz vuol buttarsi per meri problemi economici, Ale invece vuol farla finita perché la moglie lo cornifica. Franz smorza la cosa. «Eh, capirà. È solo una storia di ossitocina. Sei donne su dieci tradiscono il marito», spiega Franz, sebbene la risposta non conforti del tutto Ale, che anzi, chiede a Franz di non ammazzarsi subito. «Veda di farlo un altro giorno, non vorrei mi rubasse la scena: voglio che mia moglie soffra. Voglio che domani i giornali appaiano con un bel titolone: marito si toglie la vita perché la moglie gli mette le corna. Sa: se lei si ammazzasse dopo di me, mi ruberebbe un po’ la scena». Nel mentre Franz chiede chi sia quest’uomo con cui la moglie lo cornifica. «Uno scrittore. Ha la casa invasa di libri. Ah, ma sa? Sa? Sono riuscita a trovare il cellulare del suo amante». Al che, Franz lo sollecita a chiamarlo. Ale all’inizio tituba, mentre emerge nel mentre che Franz era stato bullizzato da questo signore. I loro due cognomi messi insieme fanno: «Conti Rossi». Mentre i due parlano di uccidersi, i pompieri allertati, predispongono i teloni sotto il palazzo. «Mi ha rovinato tutto. E guardi, c’è mia moglie con quello scrittore, col suo amante». E Franz: «Ma guarda. Avrò comperato 300-400 libri suoi. Credo che abbia venduto tantissimo grazie a me, ma non ci eravamo mai incontrati. SALVE!» fa Franz salutando l’autore. Al termine di un tira e molla, Ale decide di chiamare l’amante della moglie ed esce fuori che si tratta proprio di Franz. A stento trattenendosi da ridere, la battuta finale di Franz sarà: «Comunque, quel viaggio sul Nilo era stato proprio straordinario!». Romeo e Giulietta non terminerà così negativamente. Giulietta pensa che sia uno sbaglio seguire Romeo nell’oltretomba. Al termine dello spettacolo, Franz ha sottolineato come basti poco per cambiare registro e virare sul tragico, donando comunque un po’ di poesia all’interno di un contenitore di due ore fatto di grandi risate.

Perché andare a teatro a vedere Ale e Franz?

Perché abbiamo bisogno di leggerezza, di un tocco tranquillo e sereno, di una risata strappata con battute belle e intelligenti. Ale e Franz agiscono sullo spettatore riconducendolo in un mondo tutto sommato dove è possibile sorridere senza drammoni. Ci fanno capire che le storie che vengono raccontate possono essere più che probabili. Incontrare uno stranito accanto alla fermata dell’autobus non è affatto impossibile, ma anche che due persone molto anziane vivano esperienze come quelle di Ermanno e del suo amico. «Dovevo andare a riprendere la nipotina a scuola, ma penso che ormai avrà terminato le superiori, per tutto il tempo che ci hai messo ad arrivare qui!»

I personaggi di Ale e Franz sono costruiti per rispettarsi l’un con l’altro sebbene ci siano grosse differenze tra di loro in uno schema a volte di battute surreali, e sempre intelligenti, vere e sentite. È più che chiaro che il duo si diverta tantissimo a fare quel che sta facendo e che per prima cosa si divertano loro due. Se fai quel che ami con amore  allora arriverà con il massimo splendore agli spettatori, così da decretarne un vero successo.

Ale e Franz giocano sulle loro debolezze.

«Smettila di dirmi che ho perso i capelli, Franz, non è più tempo per queste battute» fa a un certo punto Ale. «Hai ragione: beh non andiamo a cercare il pelo nell’uovo». «Eh no, adesso smettila». «Ho detto pelo, non capello». «Tu non comprendi, Franz: il pelo è un capello che non ce l’ha fatta a crescere. Quindi lascia perdere capelli, peli e peluria. Fa tutto parte della stessa famiglia», gli replica Ale. Questi due comici sono così amati perché autentici, veri osservatori della realtà,  ripropongono in modo ironico, tranquillo e sereno senza  suscitare ansie alcune, ma lasciando, al termine dello spettacolo solo un’immensa felicità e la sensazione di esserci alleggeriti dai pesi di questo mondo!

 

 

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