Gioventù Nazionale Pesaro e Urbino ritiene opportuno esprimere il proprio pensiero e profondo dissenso in merito alle iniziative promosse da alcuni collettivi di docenti in queste settimane a Pesaro. È sempre più evidente il tentativo di questi gruppi di docenti, che si nascondono dietro la “libertà di insegnamento”, di trasformare le scuole italiane in spazi di mobilitazione politica e ideologica, portando all’attenzione degli studenti questioni internazionali complesse e divisive. In particolare questi movimenti sono spesso alimentati dalle posizioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, figura molto discussa, che proprio in questi giorni è finita al centro di forti critiche per le sue dichiarazioni, al punto che anche la Francia ne ha chiesto le dimissioni. In queste settimane sono stati diffusi dei volantini nei nostri istituti scolastici, dove emerge con chiarezza la volontà di utilizzare la scuola come strumento di pressione politica, promuovendo settimane di “mobilitazione”, presìdi e iniziative che esulano dal normale percorso educativo e che rischiano di compromettere il principio di neutralità della scuola pubblica. Nel materiale diffuso, qualsiasi forma di indirizzo ministeriale, vigilanza o controllo da parte dei dirigenti scolastici viene descritta come “censura”. Questa narrazione è fuorviante e pericolosa. Respingiamo con decisione ogni tentativo di alimentare un clima di sospetto e tensione attraverso accuse generiche e allarmistiche di “schedature”. Tali affermazioni, se non supportate da fatti concreti e verificabili, contribuiscono esclusivamente a delegittimare le istituzioni e ad avvelenare il clima educativo. La libertà di insegnamento, sancita dalla Costituzione, non può essere invocata per giustificare l’introduzione nelle aule di una narrazione unilaterale, ideologizzata e priva di reale contraddittorio. Non è accettabile che gli studenti, spesso minorenni, diventino i principali destinatari di una narrazione che contrasta con il ruolo fondamentale della scuola: garantire libertà di pensiero. Gioventù Nazionale Pesaro-Urbino respinge categoricamente la narrazione secondo cui il rispetto delle regole e dei confini educativi rappresenterebbe un attacco alla libertà. Al contrario, è proprio l’assenza di equilibrio e di contraddittorio a costituire una violazione del diritto degli studenti a un’istruzione seria, rigorosa e non orientata politicamente. La scuola non deve creare consenso, ma trasmettere conoscenza. Deve restare politicamente neutrale, senza lasciare spazio a propaganda o strumentalizzazioni, soprattutto da parte di chi contribuisce alla formazione di studenti ancora nel pieno sviluppo del proprio pensiero critico. Chiediamo ai dirigenti scolastici di continuare a vigilare affinché le attività didattiche restino coerenti con la funzione educativa della scuola, per evitare che si creino precedenti pericolosi che possano trasformare l’istruzione in un terreno di conflitto politico permanente. Difendere la scuola significa difendere la libertà di apprendere degli studenti, la credibilità di tutto il sistema educativo e il futuro delle nuove generazioni.
Gioventù nazionale Pesaro e Urbino






















