Marta Ruggeri
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«L’assessore Baldelli sceglie la via degli annunci, ma quando si tratta di rendere conto del lavoro fatto, preferisce farci mettere la faccia all’assessore Calcinaro. Nel frattempo, la maggioranza volta le spalle ai cittadini bocciando la mia proposta per accelerare il piano di risanamento regionale». Con queste parole la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, commenta l’esito del dibattito in Consiglio Regionale sulla gestione del rischio amianto nelle Marche. La consigliera pentastellata aveva presentato un atto d’indirizzo chiaro: procedere con urgenza alla bonifica dei manufatti deteriorati negli edifici pubblici — con priorità assoluta per scuole e ospedali —, potenziare il Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM) attraverso il Centro Operativo Regionale e l’Inail, e sollecitare il Governo per incentivi mirati allo smaltimento e alla sostituzione delle vecchie condotte acquedottistiche. Il punto centrale della critica riguarda l’utilizzo dei fondi stanziati dall’ex Ministro dell’Ambiente Sergio Costa (M5S), pari a oltre 4,7 milioni di euro.

«A rispondere alla mia interrogazione non è stato l’assessore competente Baldelli, ma il collega Calcinaro, che si è limitato a leggere una nota tecnica degli uffici. I numeri contenuti in quel documento sono impietosi e certificano le nostre preoccupazioni: in cinque anni è stato fatto poco o nulla», attacca Ruggeri.

Secondo quanto emerso, dei 21 progetti individuati solo 3 sono attualmente in fase esecutiva, mentre i restanti 18 sono fermi allo stadio di progettazione preliminare, nonostante gli annunci roboanti dell’assessore Baldelli a cui abbiamo assistito nel lontano 2021.

«Tra i pochissimi interventi avviati figura quello dell’ospedale di Muraglia — sottolinea la consigliera — proprio la struttura che la Regione aveva garantito all’associazione ONA di Pesaro essere già “amianto free”. Una contraddizione palese che mina la credibilità dell’istituzione».

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La questione non è solo politica, ma di salute pubblica e rispetto delle normative vigenti. La Direttiva UE 2023/2668 impone infatti di ridurre drasticamente i limiti di esposizione alle fibre di asbesto entro dicembre 2025.

«L’amianto deteriorato è una minaccia silente ma letale. Il lavoro di sorveglianza epidemiologica svolto dal COR è fondamentale, ma la prevenzione passa solo attraverso le bonifiche materiali. Non possiamo più permetterci ritardi: la Regione Marche deve dare un segnale forte, utilizzando le risorse disponibili per liberare i nostri territori da questa fibra tossica e facendosi portavoce presso il Governo centrale per sostenere economicamente gli Enti locali in questa battaglia di civiltà», conclude Ruggeri.

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