Oggi in Consiglio regionale si è finalmente discussa la mozione, rinviata una settimana fa dalla maggioranza, sulla modifica dell’elenco dei Comuni che rientrano nei benefici previsti dalla “legge sulla montagna”. La risoluzione, a prima firma della consigliera M5S Marta Ruggeri, e presentata insieme a tutti i consiglieri di opposizione ha fatto proprio un documento dei sindaci dei 29 Comuni attualmente esclusi, ma che erano considerati “montani” o “parzialmente montani” fin dal 1952. Commenta la consigliera del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri: «dopo il rinvio “tattico” della settimana scorsa, incredibilmente, oggi la maggioranza ha votato contro la mozione, di fatto votando contro i 29 Comuni che hanno prodotto e inviato il documento. E sottolineo che i 29 Comuni, amministrati da sindaci di tutti gli schieramenti politici, sono riusciti a fare un documento unitario, mentre in Regione la destra non è riuscita a difendere questi territori e le comunità di cittadini che lì vivono, pur di non votare una mozione della minoranza. Un atteggiamento di parte, incapace di ragionare insieme su un problema che riguarda decine di migliaia di marchigiani».
«Dopo aver aiutato il ministro Calderoli ad approvare questo nuovo elenco che taglia fuori quei Comuni, pare che si sentano soddisfatti dal fatto che i ministri li ascoltino, anche se poi ottengono poco o nulla. Acquaroli ha promesso che ci saranno altre leggi, ha promesso che i Comuni esclusi non saranno penalizzati (eppure i benefici previsti dalla legge non li riceveranno), ha promesso che i criteri di definizione dell’elenco saranno rivisti, se e solo se si trovasse un accordo tra tutte le Regioni (comprese quelle ora favorite) in conferenza Stato-Regioni, e tra i Comuni (compresi quelli ora favoriti) in ANCI. Ovviamente speriamo che alla fine delle soluzioni si trovino, ma la realtà attuale è che la Regione Marche ha ignorato le esigenze di tanti territori marchigiani, dall’inizio di questo processo fino al voto di oggi, di fatto sottomessa agli interessi dei Comuni alpini, che il ministro Calderoli ha invece difeso con efficacia», conclude la consigliera Ruggeri.






















