I genitori di Fano esprimono profonda amarezza e preoccupazione a seguito del recente consiglio del 5 marzo riguardante l’aumento delle tariffe per i servizi educativi e scolastici.
I dati emersi evidenziano un aumento della spesa per le famiglie che va ben oltre l’adeguamento Istat, colpendo duramente la fascia media attraverso il cambio delle fasce e la cancellazione di sconti fondamentali e che consideravano la famiglia al completo. Riteniamo inaccettabile che servizi essenziali per la crescita e la conciliazione vita-lavoro vengano gestiti come meri “numeri di bilancio”, ignorando l’impatto reale sulla quotidianità dei cittadini.
I servizi di mensa, nido e trasporto non sono accessori opzionali, ma componenti fondamentali del diritto allo studio e della formazione dei bambini. Quando i costi diventano insostenibili, si nega un accesso equo e inclusivo alla scuola, trasformando servizi educativi essenziali in un privilegio per pochi e costringendo le famiglie a rinunce che intaccano la serenità economica e la qualità della vita.
Il sistema attuale ignora le reali difficoltà delle famiglie con ISEE medio. L’eliminazione degli sconti storici e la revisione delle fasce colpiscono chi lavora e non ha reti di supporto, creando una discriminazione economica. Rispondere ai disagi proponendo la gratuità solo per i redditi bassissimi non è equità, ma una visione parziale che non sostiene il welfare cittadino, come invece ci si vanta. In più ora ci si trova ora in difficoltà anche a causa dei rincari generalizzati e questo scelta comunale é stato il colpo di grazia.
Un’amministrazione che si definisce “per le famiglie” ha il dovere di non considerare i cittadini come meri numeri di bilancio. Utilizzare le entrate dei servizi educativi per coprire altre voci di spesa significa tradire il principio della spesa sociale. L’equità si misura nella capacità di garantire a ogni bambino — indipendentemente dal reddito — la partecipazione alla vita della comunità, dal tempo scuola ai momenti di svago collettivo come il Carnevale dove la scelta di eliminare le tre sfilate mattutine gratuite per le famiglie ha tolto un momento di spensieratezza inclusiva, costringendo molti a rinunciare o a vivere l’evento nel disagio della calca della piazza.
Le famiglie non chiedono assistenzialismo, ma un giusto equilibrio. È necessario ripristinare politiche di supporto, come scontistiche in cui si consideri tutta la famiglia e non solo chi usufruisce del servizio e scaglioni tra fasce ISEE sostenibili che riflettano la reale condizione sociale attuale. La “Città dei Bambini” deve tornare a investire sul futuro sociale, garantendo che nessun bambino venga escluso per ragioni economiche dai percorsi educativi e dai momenti di gioia della città. Oppure Fano è diventata la “Città dei bambini ricchi”?
Inoltre, lamentiamo il mancato appuntamento promesso durante l’assemblea, segno di una scarsa volontà di ascolto nei confronti di chi vive quotidianamente queste difficoltà. Ci riferiamo sia all’assessore Maghernino, che aveva concluso l’incontro di gennaio 2026 prendendo l’impegno di rivederci, sia alla dirigente dei Servizi Educativi Silvia Manna, dalla quale non è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale in merito alla richiesta di modifica dell’orario di uscita in alcune scuole dell’infanzia, nonostante le decine di mail a lei inviate nel corso dei mesi precedenti e sottolineato durante la stessa assemblea.
In particolare, era stata avanzata la proposta di rivedere il regolamento sull’orario di uscita dei bambini, prevedendo un’estensione di 15 minuti — come avveniva negli anni passati — per consentire ai genitori, soprattutto a quelli con più figli iscritti in scuole diverse e con orari sovrapponibili, di poterli prelevare con maggiore serenità. Tale misura rappresenterebbe non solo un aiuto concreto per l’organizzazione familiare, ma anche un elemento importante per la sicurezza stradale e per una gestione più ordinata della consegna dei bambini da parte delle insegnanti. Nel frattempo che aspettiamo sta già passando l’ anno scolastico e le famiglie tutti i giorni devono fare i salti mortali per arrivare in tempo.
Chiediamo quindi una vera dimostrazione di interesse da parte di un’ amministrazione il cui sindaco aveva messo nel suo programma elettorale di “ASSICURARE CHE TUTTI I BAMBINI, INDIPENDENTEMENTE DALLA SITUAZIONE ECONOMICA O SOCIALE DELLA LORO FAMIGLIA, ABBIANO ACCESSO EQUO E INCLUSIVO ALLE SCUOLE COMUNALI attraverso politiche di (borse di studio), trasporti scolastici gratuiti e programmi di supporto per gli studenti svantaggiati.” (cit. sindaco Serfilippi).
Inoltre diciamo a tutti i cittadini interessati all’argomento e che non siamo ancora riusciti a raggiungere che se voglio dare il loro contributo in idee e restare aggiornati sulle proposte del gruppo che al momento é attivo posso scrivere una mail a:
così possiamo rimanere in contatto senza però essere invasi con altri gruppi WhatsApp di cui tutte le famiglie sono piene.
Gruppo genitori Fano






















