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di Anna Maria Polidori

È stata aperta il 5 marzo a York presso la YSJ University la mostra riguardante l’Eleanor Worthington Prize 2025. La tematica che era stata scelta verteva su: Disabilità e Forza, per dirla in inglese, Disability and Strength. Visibile sino ad oggi, abbiamo raggiunto la signora Parodi, mamma di Eleanor per un commento. “Una volta creato il premio abbiamo subito incluso il Regno Unito, Paese dove è nata nostra figlia. Dopo una galleria, abbiamo trovato da tempo spazio espositivo alla Saint John che ci sta accogliendo, promuovendo la nostra tematica debbo dire, con grande incisività”.

Quaranta opere in totale, 22 provengono dall’università che li ospita. Giuliana ammette quanto siano più belle opere originali, senza bisogno di essere stampate per mostrarle al pubblico.

“La rete che abbiamo creato crede nei diritti umani. Il 3 dicembre ormai da diversi anni si celebra anche a Urbino la “Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità”.

Giuliana parla di un’importante conquista: dal 1992 i ragazzini con vari problemi possono istruirsi in scuole normali e non speciali, almeno sino al termine delle superiori.

Il premio assegnato permette interscambi proficui. Giuliana racconta che due delle vincitrici, inglesi  arriveranno a Urbino per una settimana in estate, mentre una ragazza delle Belle Arti di Venezia scenderà a maggio.

Esprimere il disagio nelle opere è qualcosa di catartico. La signora spiega che la giuria non sa se le opere presenti e che andranno poi premiate siano appartenenti a persone disabili oppure no.

“Non vogliamo discriminare nessuno”.

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Tutti i lavori hanno un QR code per permettere ai non vedenti di sapere di che cosa tratti l’opera.

Nunzia Invernizzi, direttrice artistico del premio spiega il rapporto con Eleanor: “Siamo sempre stati amici di famiglia e da principio ci incontravamo in giro. Poi una volta è successo che la signora che accudiva Eleanor ebbe un incidente e cominciai così ad occuparmene io. Avevo già forte l’esperienza di aver cresciuto quattro figli: ho pensato che ce l’avrei fatta. Ed infatti è andata bene. Ho scoperto che Eleanor amava i lavori artistici così la portavo presso “Il Posto delle Viole” a Fermignano dove abbiamo preparato spettacoli teatrali. Eleanor costruiva cappelli, faceva lavori manuali e sul palco entrava in carrozzina. L’arte per me riveste un aspetto terapeutico molto significativo”.

Certo che i disabili sanno fare la differenza.

“È vero. Riempiono la loro vita di successi e felicità. Hanno un senso di umanità antico”.

Il premio ha raggiunto ottimi livelli di conoscenza.

“Sì ed anche in Regno Unito ora è seguito da una docente-direttrice per l’università. I lavori che riceviamo sono tutti in formato digitale. Stampiamo tutto lo stampabile ed abbiamo diverse mostre durante l’anno dislocate in diversi punti ad Urbino. Penso alla Galleria Albani, alla Sala del Maniscalco in estate. Il nostro prossimo obiettivo? Vorremmo far coincidere l’evento della premiazione con la mostra”.

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