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Ho seguito con attenzione il dibattito in ATA relativo alla votazione sull’ampliamento in altezza delle discariche di Fano e Tavullia, le uniche rimaste attive in provincia dopo l’attuazione del perverso accordo del 2017, che portò al riempimento della discarica di Urbino con rifiuti speciali anche provenienti da fuori regione.

Tra le motivazioni che hanno portato i Sindaci a esprimersi a favore dell’ampliamento in altezza, mi ha colpito un passaggio del documento accompagnatorio: “Il piano prevedeva la riorganizzazione dei sistemi di raccolta con il passaggio di tutti i Comuni dell’Ambito a modelli domiciliari o stradali informatizzati. L’obiettivo è stato raggiunto solo in parte, anche a causa del mancato riconoscimento ai Comuni dei fondi PNRR destinati a questo scopo.

Come a sostenere che, non avendo ottenuto i finanziamenti del PNRR, non sia possibile modificare l’attuale sistema di raccolta, che è invece una delle principali cause delle criticità odierne.

Questo tema richiama il vivace dibattito di qualche tempo fa sul cambiamento del sistema di raccolta nella città di Pesaro. Ho sempre ritenuto — e quanto sta emergendo oggi lo conferma — che la questione non possa essere limitata ai confini del capoluogo, ma debba coinvolgere l’intera provincia, in particolare i Comuni serviti da Marche Multiservizi.

È importante chiarire che il cambiamento del sistema di raccolta non è una scelta discrezionale dell’amministrazione pesarese, bensì un obbligo derivante dall’approvazione, nel 2023, del Piano d’Ambito di gestione dei rifiuti (PdA), frutto di un lungo e articolato confronto tra le Amministrazioni comunali, al quale ho partecipato come Assessore di Montelabbate.

Il PdA afferma chiaramente che l’obiettivo principale è superare i sistemi di raccolta a libero accesso, sia nelle aree ad alta densità sia in quelle più estese, per tutte le frazioni di rifiuto. I nuovi servizi dovranno garantire l’identificazione informatizzata di ogni conferimento da parte delle utenze, attraverso modello porta a porta o con sistemi di cassonetti informatizzate o soluzioni miste, individuate sulla base del miglior equilibrio tra impatti economici, sociali e ambientali.

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Da nessuna parte il Piano subordina questi obiettivi all’ottenimento di fondi PNRR. Al contrario, il documento — approvato dalla quasi totalità delle amministrazioni — evidenzia come l’uso di strumenti informatici sia fondamentale per responsabilizzare i cittadini e rappresenti una condizione essenziale per introdurre la tariffazione puntuale.

E questo è il punto centrale: il mezzo non può essere separato dal fine. L’obiettivo è ridurre la produzione di rifiuti, migliorare la qualità della raccolta differenziata e arrivare alla tariffa puntuale, cioè far pagare la Tari in base ai rifiuti effettivamente conferiti, al netto dei costi fissi. Per questo ritengo indispensabile che il dibattito si allarghi e coinvolga tutti i Comuni serviti da Marche Multiservizi, soprattutto alla luce della recente decisione di ampliare le discariche, scelta legata anche all’attuale, inefficiente sistema di raccolta.

Non è accettabile che, in futuro, solo una parte dei cittadini possa beneficiare della tariffa puntuale mentre altri ne restino esclusi. Una cosa è avviare una sperimentazione in un’area circoscritta, come avvenuto nel centro storico di Pesaro; altra cosa è estendere il sistema all’intero territorio comunale, comprese le aree periferiche, spesso confinanti con altri Comuni. E poiché Pesaro non è un’isola nel Pacifico, è evidente che i cittadini potrebbero continuare a conferire i rifiuti nei cassonetti a libero accesso dei Comuni limitrofi. È quindi necessario estendere i nuovi sistemi anche agli altri territori, attraverso una decisione condivisa sul modello più adatto, che — come previsto dal PdA — può essere anche misto.

Concludo con un appello al Sindaco di Urbino: Gambini non può accettare che i suoi cittadini siano penalizzati con una Tari più alta solo per la scelta di mantenere l’attuale sistema di raccolta, che — come riconosciuto anche nel documento approvato dall’Assemblea del 18 marzo — contribuisce a una raccolta differenziata di qualità insufficiente e, insieme ad altri fattori, ha reso necessario un nuovo ampliamento delle discariche.”

Pierluigi Ferraro - Già assessore al Comune di Montelabbate
e Referente ambiente del GT M5S Montefeltro

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