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Le notizie emerse ieri sul presunto smaltimento di 1.600 sacche di plasma nelle Marche delineano uno scenario che, se confermato, risulterebbe di una gravità senza precedenti per il sistema sanitario regionale. Accogliamo positivamente l’intenzione espressa dal presidente Acquaroli e dall’assessore Calcinaro di istituire una commissione di verifica. Riteniamo però che questa indagine debba essere condotta con rapidità, trasparenza e imparzialità. È fondamentale chiarire se le segnalazioni interne sulla carenza di personale nell’Officina trasfusionale di Ancona — evidenziate anche dalle organizzazioni sindacali — siano state effettivamente sottovalutate o se si sia trattato di un disguido organizzativo imprevedibile. Su un tema così delicato, che incide direttamente sul rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini donatori, non possono esserci zone d’ombra. Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche politiche, ma garantire la tutela della salute pubblica e valorizzare il gesto della donazione. Qualora emergessero responsabilità, sia di natura gestionale sia politica, dovranno essere affrontate con rigore. In questa fase, tuttavia, la priorità è fornire risposte chiare e tempestive ai donatori e ai pazienti che attendono quei farmaci plasmaderivati. Chiederemo infine che gli esiti della commissione vengano illustrati al più presto in Commissione Sanità, affinché il Consiglio possa valutare i fatti sulla base di dati oggettivi e non solo su indiscrezioni.

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