La ferrovia Fano–Urbino non può continuare a essere un tema da convegni, dichiarazioni o nostalgie. Oggi è una priorità strategica per il futuro del territorio. L’entroterra non può restare isolato. Ha bisogno di infrastrutture vere, moderne, capaci di collegarlo in modo rapido ed efficiente alla costa, ai flussi economici, al turismo e ai servizi. Senza questo salto di qualità, ogni discorso sul rilancio delle aree interne rischia di restare vuoto. Il riutilizzo del sedime ferroviario esistente è la scelta più logica e più seria. Le criticità tecniche non possono essere usate come scusa per fermare tutto. Vanno affrontate con progettazione, competenza e volontà politica. I segnali istituzionali emersi fin qui vanno nella direzione giusta. Il sindaco di Fano Luca Serfilippi ha espresso un orientamento favorevole. La Regione Marche, anche attraverso le scelte portate avanti dall’assessore Baldelli, ha mostrato attenzione concreta nel preservare il sedime. Adesso però serve un passo in più. Non bastano aperture o disponibilità generiche. Serve una decisione chiara, condivisa e forte, che coinvolga Comune, Provincia, Regione e Ministero delle Infrastrutture. La ferrovia Fano–Urbino non è un sogno da raccontare. È un’opera da realizzare.
Luigi Scopelliti Fano Cambia Passo






















