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Inaugura sabato 4 aprile alla Falegnameria di Palazzo Mosca di Pesaro “Leggerezza” la mostra personale di Lorenzo Amadori. Esposti un ciclo di lavori, tra pitture, sculture, carte da parati e piccoli oggetti che disegnano la cifra identitaria di una personalità creativa eclettica, curiosa, con una fine componente ironica. Una poetica che parte dalla realtà per poi librarsi in voli surreali, in cui convivono paradossi e metafore che spingono alla riflessione

Pesarese, classe 1972, la sua formazione artistica si concretizza frequentando l’urbinate Scuola del Libro, fucina riconosciuta di giovani creativi talentuosi. L’esposizione, che inaugura sabato  4 aprile alle ore 18.00, presenta una serie di opere, tra pitture, carte da parati, monili e sculture che compongono una potenzialità creativa eclettica e coerente che nel tempo, ha reso  il suo lavoro fortemente identitario. I materiali usati nella costruzione fisica dei lavori, depongono in favore di una grande manualità di Amadori e allo stesso tempo ne esprimono una grande curiosità sperimentale: tra le sue mani, ceramica, resina, polistirolo, metalli e pittura si trasformano in docili strumenti capaci da dare forma e anima alle opere che concepisce. Una delle prerogative più evidenti della poetica espressa da questo artista è l’uso dell’ironia, un’attitudine che conferisce leggerezza alle creazioni e che, nel contempo, ne offre una visione più cinica e reale. Ludiche e serie, surreali ma possibili, dinamiche e statiche, sono questi gli aggettivi che nutrono il concetto di paradosso che vive in queste opere.

Come spiega la curatrice della mostra, Roberta Ridolfi – “Potremmo definire il lavoro di questo artista in parte anche onirico ma rischieremmo di limitarlo entro i confini di una etichetta che coglie solo una sfaccettatura della sua creatività. Egli crea opere complesse, non tanto sul piano concettuale, quanto piuttosto su quello emotivo, quel filo rosso di cui si accenna in questo testo è una sorta di “Filo di Arianna” al contrario: più lo si segue, più si rischia di perdersi. Queste opere attirano per la loro estetica familiare e rassicurante: chi non vorrebbe afferrare il filo di un grazioso palloncino? E chi rinuncerebbe a toccare quei particolari nelle tele che escono dai limiti del supporto? Tutti saremmo tentati, se non fosse per la fragilità sconcertante che incarnano, per quel loro essere metafora e paradosso del vivere stesso.”-

La mostra, che resterà visitabile fino al 3 maggio 2026, è accompagnata da una raffinata pubblicazione edita da Magonza editore contenente testi di: Alberto Barbadoro, Giorgio Cardazzo, Sebastiano Guerrera, Stefano Pompucci e Roberta Ridolfi.

Orari della mostra:

Da martedì a giovedì 10–13 / 15–18 ;  Da venerdì a domenica 10-13 / 15-19.

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ingresso con card Pesaro Musei/biglietto singolo; gratuito fino a 18 anni, studenti del Conservatorio Rossini e possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro

info 0721 387541 info@pesaromusei.it

Ufficio Stampa: Roripress_ Roberta Ridolfi (robertaridolfi@libero.it)

 

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