Il Consiglio Comunale di Cagli, nella seduta del 24 marzo 2026, ha approvato all’unanimità la delibera di indirizzo per il riconoscimento dell’itinerario culturale e turistico dedicato a Gaetano Lapis, tra i più significativi interpreti della cultura figurativa del Settecento marchigiano. La proposta, presentata dal gruppo consiliare Fare Comune, individua ufficialmente il percorso “Gaetano Lapis e la Cagli barocca” quale progetto strategico di valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino, ponendo al centro un dato oggettivo: la straordinaria concentrazione, nel centro storico, di ben venticinque opere dell’artista, conservate nei loro contesti originari e capaci di restituire in modo unitario il volto barocco della città. Non si tratta di un’invenzione recente, ma del riconoscimento istituzionale di un lavoro avviato già nel 1994 con la mostra-itinerario dedicata a Lapis, che rappresentò allora un modello innovativo di fruizione diffusa del patrimonio. Un percorso consolidato nel tempo da studi, restauri, iniziative espositive e, più recentemente, dal successo delle Giornate FAI, che hanno confermato l’interesse del pubblico e la solidità del progetto.
Elemento qualificante della delibera è l’individuazione della chiesa di Chiesa di Santa Chiara quale fulcro dell’itinerario: non solo punto di partenza, ma luogo di sintesi e interpretazione, anche in ragione della presenza dell’unico grande affresco noto di Lapis. Attorno a questo spazio potrà svilupparsi, su valutazione della Giunta, un dispositivo culturale più articolato, comprendente un piccolo spazio museale e strumenti immersivi di lettura dell’opera dell’artista che giovanissimo entra nello studio di Sebastiano Conca: al tempo il più importante di Roma. La delibera introduce inoltre un elemento strategico tutt’altro che secondario: il raccordo strutturato con la Galleria Nazionale delle Marche, dove sono conservate ulteriori opere di Gaetano Lapis. Non si tratta di un semplice richiamo culturale, ma della volontà di costruire una relazione stabile tra Cagli e Urbino, superando ogni logica periferica e inserendo l’itinerario del Lapis in un circuito di livello regionale e nazionale. La partita, da questo punto di vista, è tutta politica: trasformare una presenza diffusa di opere in un sistema riconoscibile e competitivo.
”Questa delibera (dichiara il Capogruppo di Fare Comune, Alberto Mazzacchera) riconosce e organizza ciò che già esiste: un patrimonio straordinario, unico per concentrazione e qualità, peraltro già restaurato, studiato e illuminato. Il punto ora è assumersi fino in fondo la responsabilità di farlo funzionare. Senza una regia chiara e senza un collegamento stabile con Urbino, il rischio è quello di restare marginali. Con questa scelta, invece, si costruiscono le condizioni per stare dentro un sistema più ampio e per dare finalmente a Cagli il ruolo che le spetta”.
La delibera assume inoltre un principio tutt’altro che scontato: la valorizzazione passa dalla permanenza delle opere nei luoghi per cui sono state concepite, evitando ogni deriva musealizzante estrattiva e puntando invece su un modello urbano diffuso, coerente e leggibile. Dal punto di vista amministrativo, l’atto non comporta impegni di spesa immediati, ma traccia un indirizzo chiaro, demandando alla Giunta le scelte operative. È, in sostanza, una cornice strategica pronta per essere attuata. “Si tratta (prosegue il Capogruppo Mazzacchera) di un passaggio importante, che riconosce formalmente un’identità culturale già evidente e ne fa uno strumento di sviluppo. Cagli dispone di un patrimonio unico, ma ciò che manca è un riconoscimento unitario e una regia condivisa”.
L’approvazione all’unanimità rappresenta un dato politico non secondario, su un progetto di qualità, fondato su basi scientifiche e già sperimentato, il Consiglio ha trovato una convergenza piena. Ora il punto è passare rapidamente dall’indirizzo all’attuazione. Perché le buone idee vanno realizzate per produrre cultura e sviluppo.
Gruppo Fare Comune – Consiglio Comunale di Cagli






















