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“Riceviamo con profonda preoccupazione la notizia di proposte volte a smantellare i presidi di garanzia previsti dal Piano Regionale dei Rifiuti: chiedere di superare i vincoli paesaggistici e di valutare le distanze delle discariche dai centri abitati ‘caso per caso’, anziché basarsi su criteri certi, significa esporre le nostre comunità a rischi inaccettabili”. Così Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale e coordinatrice provinciale, sulle votazioni previste domani nell’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA) di Pesaro e Urbino.

Secondo la consigliera pentastellata, il tentativo di allentare le maglie normative risponde a una visione della gestione dei rifiuti ormai superata, che privilegia l’emergenza e l’abbancamento rispetto alla pianificazione virtuosa.

“La logica delle distanze minime non è un puntiglio burocratico, ma una difesa della salute pubblica. Ricordo le battaglie promosse dal M5S e sostenute anche dal PD in Regione nella scorsa legislatura per stabilire un limite invalicabile di almeno 2.000 metri tra i nuovi impianti e i centri abitati. Tornare oggi a parlare di discrezionalità o, peggio, di azzeramento di queste fasce di rispetto, rappresenta un tradimento di quegli impegni presi con i cittadini e una retromarcia pericolosa rispetto alla protezione della salute e del paesaggio”.

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Ruggeri rivolge quindi un appello diretto ai primi cittadini che domani siederanno nell’assemblea: “Faccio appello al senso di responsabilità di tutti i sindaci della provincia: non possiamo permettere che la politica abdichi in favore di logiche speculative, perché la gestione dei rifiuti deve rimanere saldamente in mano a una programmazione pubblica orientata all’economia circolare. Il Movimento 5 Stelle denuncia da anni una gestione del ciclo dei rifiuti che ha messo in crisi siti come Cà Lucio e Cà Asprete, saturati prematuramente per accogliere rifiuti che nulla avevano a che fare con il fabbisogno del nostro territorio. Chiediamo coerenza e responsabilità: non si può difendere l’ambiente a parole e poi firmare emendamenti che ne smantellano le protezioni nei fatti. La tutela del territorio e della salute dei marchigiani non sono trattabili”.

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